Principio contabile OIC 9: svalutazioni per perdite durevoli di valore delle immobilizzazioni: problematiche applicative

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 19 marzo 2015

all’osservanza del nuovo principio contabile sono particolarmente interessate le piccole e medie imprese: la sfera applicativa del nuovo OIC 9, «Svalutazioni per perdite durevoli di valore delle immobilizzazioni materiali e immateriali», costituisce uno dei principi che più ha subìto modifiche tra quelli che di recente sono stati revisionati dall’Organismo italiano di Contabilità: analisi delle implicazioni contabili e fiscali

Quadro normativo

Focus sulle nuove regole di applicazione dell’OIC 9 in relazione alla rilevazione contabile delle svalutazioni per perdite durevoli di valore delle immobilizzazioni tecniche. All’osservanza del nuovo principio contabile sono particolarmente interessate le piccole e medie imprese.

La Fondazione Nazionale Commercialisti (FNC), con la circolare del 15 marzo 2015, ha esaminato la sfera applicativa del nuovo OIC 9, «Svalutazioni per perdite durevoli di valore delle immobilizzazioni materiali e immateriali», che, peraltro, costituisce uno dei principi che più ha subito modifiche tra quelli che di recente sono stati revisionati dall’Organismo italiano di contabilità.

In particolare, l’OIC 9 definisce un percorso lineare che porta alla misurazione delle eventuali riduzioni durevoli di valore delle immobilizzazioni non finanziarie.

Viene previsto che il valore contabile sia comparato con il valore recuperabile, inteso come il maggiore tra il fair value e il valore d’uso dell’immobilizzazione.

Il primo valore è dato dal valore di mercato, come definito dai principi contabili nazionali e internazionali. Il valore d’uso, invece, è costituito dal valore attuale dei flussi finanziari attesi dall’attività.

Dunque, le piccole e medie imprese possono quantificare il valore d’uso anche per mezzo della capacità di recupero dell’ammortamento. Tale metodo rappresenta una semplificazione facoltativa rispetto all’attualizzazione dei flussi finanziari.

La FNC si sofferma, inoltre, sulla capacità di ammortamento, considerata la rilevanza che tale tecnica può assumere per le realtà aziendali di piccole e medie dimensioni.

Vengono, infine, illustrati i riflessi contabili derivanti dal trattamento fiscale delle svalutazioni, con una particolare analisi sulla rilevazione della fiscalità differita ai fini delle imposte dirette e dell’IRAP.

Chiude, poi la trattazione sulle modalità di compilazione della nota integrativa mediante l’applicazione della tecnica di attualizzazione dei flussi finanziari.

 

Novità dell’OIC 9: circolare della Fondazione Nazionale Commercialisti

La Fondazione Nazionale dei Commercialisti (FNC), con la circolare del 15 marzo 2015, si sofferma sul principio contabile OIC 9 che a seguito delle consistenti modifiche si applica, a decorrere dai bilanci al 31 dicembre 2014, prevalentemente nei riguardi delle PMI (medie e piccole imprese).

I nuovi Principi contabili OIC hanno sostituito le versioni originarie che erano in vigore fino ai bilanci annuali dell’esercizio 2013.

L’obiettivo è quello di uniformare dal punto di vista sostanziale ed espositivo le disposizioni previgenti con l’evoluzione della normativa e della prassi in uso.

E’ opportuno ricordare che talune società (quelle le cui azioni sono ammesse in borsa e gran parte di quelle sottoposte a controllo da parte delle Autorità di vigilanza) applicano gli IFRS.

Poi, in virtù di quanto disposto dal D.L. 91/2014, convertito nella L. 116/2014, tutte le società di capitali possono optare per l’adozione degli IFRS.

Pertanto, i principali utilizzatori dei Principi dell’OIC risultano essere le piccole e medie imprese.

In tale contesto, la circolare della FNC analizza la sfera applicativa dell’OIC 9, che verte sulle svalutazioni per perdite durevoli di valore delle immobilizzazioni materiali e immateriali, e che, peraltro, costituisce uno dei documenti pubblicati in materia di principi contabili nazionali che contiene maggiori novità per le società.

 

Principio contabile sulle svalutazioni delle immobilizzazioni tecniche

In particolare, riguardo l’identificazione e la misurazione delle svalutazioni delle immobilizzazioni non finanziarie (art. 2426, c.c.), l’OIC 9 ha uniformato il contenuto dei precedenti OIC 16 (immobilizzazioni materiali) e OIC 24 (immobilizzazioni immateriali).

In tal modo, l’OIC perviene alla misurazione delle attività immobilizzate materiali e immateriali in funzione del valore che queste possono realizzare sul mercato (o internamente alla struttura aziendale mediante il loro utilizzo).

E a tal fine, per l’accertamento della perdita (durevole) di valore del bene immobilizzato occorre confrontare il valore netto contabile con il valore recuperabile, ovvero quello più alto tra il fair value (o valore equo) e il valore d’uso.

Dal lato operativo, dunque, la società, alle presa con detta verifica, viene a determinare il valore tra fair value e valore d’uso che «ragionevolmente» ritiene essere più alto.

Proprio per questo, afferma la FNC, non occorre procedere alla determinazione quantitativa del secondo parametro (quello più altro tra fair value e valore d’uso) se risulta essere superiore al primo (valore netto contabile).

Quindi, non si procede nel momento in cui la misurazione del parametro evidenzia un valore superiore al valore contabile.

Ad esempio, se il valore contabile é pari a 1.000 e la società può ricevere dalla controparte per l’acquisto del bene un prezzo superiore, occorre prima determinare il fair value. Se poi questo (il fair value) risulta essere superiore a 1.0