Il patteggiamento fa prova per il Fisco

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 2 marzo 2015

il contribuente che aderisce ad un patteggiamento per reati tributari rischia di fare prova a favore del Fisco nel relativo processo tributario

Con la sentenza n. 27196 del 22 dicembre 2014, la Corte di Cassazione ha confermato il valore del patteggiamento in sede fiscale.


La sentenza

E' stato ripetutamente affermato da questa Corte (fra le tante, Cass. 3 dicembre 2010 n. 24587) che la sentenza penale di applicazione della pena ex art. 444 c.p.p. (cosiddetto 'patteggiamento') costituisce indiscutibile elemento di prova per il giudice di merito il quale, ove intenda disconoscere tale efficacia probatoria, ha il dovere di spiegare le ragioni per cui l’imputato avrebbe ammesso una sua insussistente responsabilità ed il giudice penale abbia prestato fede a tale ammissione; detto riconoscimento, pertanto, pur non essendo oggetto di statuizione assistita dall'efficacia del giudicato, ben può essere utilizzato come prova dal giudice tributario nel giudizio di legittimità dell'accertamento. A tale principio il giudice del merito non si è attenuto”.



Breve nota: il patteggiamento fa prova

A norma dell'art. 651 del c.p.c., la sentenza penale irrevocabile di condanna pronunciata a seguito dell’applicazione dell’art. 444 del c.p.c. (cd. Patteggiamento), in dibattimento o con rito abbreviato, ha efficacia di giudicato relativamente alla sussistenza del fatto, alla sua illiceità penale e all'affermazione che l'imputato lo ha commesso, così che il soggetto condannato definitivamente per reati tributari, in relazione ai fatti costitutivi dei quali sia pendente un giudizio tributario amministrativo, non potrà opporsi a quanto è stato provato in sede penale.

 

Sul punto, la Corte di Cassazione, con sentenza 24.02.2001 n. 2724 ha affermato che, pur non svolgendo la sentenza emessa ai sensi dell'art. 444 c.p.c. a