Rent to buy: la tassazione dei canoni di godimento

di Nicola Forte

Pubblicato il 21 gennaio 2015

analisi dell'imposizione fiscale (ai fini delle imposte dirette ed indirette) che subiscono i canoni pagati durante il contratto definito rent to buy; tale imposizione appare spesso scollegata dalla disciplina civilistica che norma il contratto

Il Decreto cosiddetto “sblocca Italia” (D.L. n. 133/2014) ha fornito la prima disciplina, sia pure incompleta, del contratto di Rent to buy (art. 23). Rientrano nello schema contrattuale, descritto dal citato art. 23, tutti i contratti che prevedono, per il conduttore, il diritto di godimento dell’immobile, unitamente al suo diritto di acquisto del bene oggetto del contratto.

In buona sostanza un soggetto può concedere in godimento ad un altro soggetto un immobile con il diritto di quest’ultimo ad esercitare, facoltativamente, entro un determinato termine l’opzione per l’acquisto.

Il contratto può prevedere diverse varianti riguardanti, ad esempio, i canoni per la concessione in godimento. Si può stabilire quale sia la parte di canone che remunera l’utilizzo del bene concesso in godimento e quale sia la parte di canone eventualmente imputabile in conto prezzo qualora il potenziale acquirente eserciti l’opzione. Al limite si può anche prevedere che l’intero canone sarà imputato in conto prezzo nell’ipotesi di ve