La prova della notifica della cartella

Anagrafe tributaria

Nel caso di notifica a mezzo posta la prova dell’effettiva ricezione dell’atto è data dall’avviso di ricevimento come espressamente stabilisce l’art. 4, c. 3, .L. n. 890/82. Occorre escludere la possibilità di attestare l’avvenuta notifica con documenti che possano ritenersi “equipollenti” all’avviso di ricevimento. In particolare, deve escludersi che la “prova legale” della ricezione dell’atto notificato possa essere fornita tramite i dati attinti dai registri o archivi informatici dell’Amministrazione finanziaria, quali l’Anagrafe tributaria1.

L’Anagrafe tributaria raccoglie e ordina, su scala nazionale, i dati e le notizie risultanti dalle dichiarazioni e dalle denunce presentate agli Uffici dell’Amministrazione finanziaria e dai relativi accertamenti, nonché i dati e le notizie che possono comunque assumere rilevanza ai fini tributari, dati che vengono trasmessi e utilizzati dagli uffici operativi per l’esecuzione delle verifiche e degli accertamenti fiscali.

Pertanto, in considerazione della specifica funzione istruttoria cui è preordinato detto archivio, i dati non hanno efficacia probatoria privilegiata. Infatti, tali dati non si riferiscono ad atti compiuti o fatti accaduti alla presenza di un pubblico ufficiale competente ad attribuire loro efficacia fidefaciente, quanto piuttosto a dati e informazioni provenienti o comunque raccolti da terzi (per esempio invio dei questionari ai contribuenti) e inseriti nell’archivio esclusivamente ai fini dell’ulteriore svolgimento dell’attività e non anche quindi ad altri fini di pubblicità dichiarativa o notizia, o di pubblicità legale. Ragion per cui l’archiviazione nell’anagrafe tributaria delle informazioni non produce alcuna certezza in ordine alla provenienza, alle dichiarazioni o ai fatti in essi rappresentati, non potendo pertanto assurgere il mero estratto dell’archivio informatico dell’anagrafe tributaria a prova documentale del dato in esso annotato(per esempio la data di notifica della cartella di pagamento e le date di spedizione e ricezione della “comunicazione di irregolarità” al contribuente). 

Attestazione rilasciata dall’ufficio postale

Ad analoga conclusione deve pervenirsi per l’attestazione rilasciata dall’ufficio postale in caso di smarrimento dell’avviso di ricevimento: l’attestazione non può evidentemente surrogare la forma tipica richiesta dalla legge (avviso di ricevimento).

Non sussiste2 la possibilità di la possibilità di attestare la effettiva ricezione dell’atto notificato con documenti che possano ritenersi “equipollenti” all’avviso di ricevimento, come evidenziato dal chiaro tenore dell’art. 6 c. 1 della legge n. 890/1982 che, nel caso di smarrimento dell’avviso di ricevimento, prevede che l’Amministrazione postale è tenuta a rilasciare, senza spese, un duplicato ed a farlo avere al mittente nel più breve tempo possibile. Sussiste ,quindi,lo specifico rimedio apprestato dalla legge n. 890/1982 (rilascio di duplicato dell’avviso di ricevimento) in caso di perdita o smarrimento dell’avviso di ricevimento originale.

Inesistenza del procedimento notificatorio

La mancata produzione in giudizio da parte dell’Ufficio dell’avviso di ricevimento della notifica eseguita a mezzo posta degli atti in questione determina la inesistenza3 del procedimento notificatorio. La notifica mediante posta si prova al giudice con l’esibizione dell’avviso di ricevimento della raccomandata, non essendo sufficiente una specifica attestazione del servizio postale, altrimenti l’atto impositivo non può ritenersi notificato .In tema di notificazioni a mezzo posta, quando debba accertarsi il perfezionamento della notificazione nei confronti del destinatario, posto che la data del timbro postale sulla busta corrisponde a quella di smistamento del plico presso l’ufficio postale e non dell’effettivo recapito al destinatario, che può anche avvenire in data successiva, l’unico documento attestante la consegna a questi e la sua data è l’avviso di…

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