Il contraddittorio endoprocedimentale è obbligatorio!

di Danilo Sciuto

Pubblicato il 14 gennaio 2015

una recente sentenza di Cassazione interviene sulla necessità di comunicazione del preavviso di iscrizione ipotecaria al debitore moroso

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione si sono pronunziate, con la sentenza n. 19667 del 18/9/2014, in ordine alla natura dell’iscrizione ipotecaria, che negli ultimi anni ha creato ampio dibattito in dottrina e giurisprudenza. La fattispecie da cui trae spunto la sentenza è quella della necessità o meno di notificare l’ipoteca al debitore moroso.

Ma in questo scritto non ci si vuole soffermare sulla fattispecie oggetto del ricorso che ha portato alla sentenza, bensì sul principio generale che le sezioni Unite hanno affermato in tale occasione.

Se infatti tale sentenza ha senz’altro un grande significato nella querelle circa la necessità di comunicazione al debitore dell’iscrizione ipotecaria, in verità essa contiene delle affermazioni di importanza assai più vasta, in quanto, come dalle parole dello stesso Giudice si intuisce, estendibili a qualsiasi atto.

Come si sa, non esiste nel nostro ordinamento un principio generale di contraddittorio obbligatorio. La legge delega 23/2014 sembra annoverarne la previsione, e al momento in cui si scrive non è dato sapere se questa previsione andrà in porto; purtuttavia, anche se non avverrà, si può affermare che questa sentenza rappresenta un caposaldo utile in tutte le fattispecie.

Esaminando alcuni passi di tale sentenza, è evidente la estrema significatività.

La Corte inizia col dire che (§13.1), “ Proprio in quanto atto impugnabile innanzi al giudice tributario l'iscrizione ipotecaria presuppone una specifica comunicazione ai contribuente". D'altronde, (§13.1) "l'iscrizione ipotecaria costituisce fuor di dubbio un atto che limita fortemente la sfera giuridica del contribuente", sicchè è da applicarsi la L. n. 241 del 1990, che all'art. 21 "prevede un obbligo