E’ nullo l’accertamento per il professionista se lo studio di settore è sperimentale

di Federico Gavioli

Pubblicato il 20 gennaio 2015

l’accertamento nei confronti di un professionista basato sugli studi di settore di carattere sperimentale è da considerarsi nullo: la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un professionista titolare di un piccolo studio annullando l’accertamento emesso sulla base dello studio di settore sperimentale

E’ nullo l’accertamento effettuato dall’Agenzia delle Entrate nei confronti di un professionista titolare di un piccolo studio, utilizzando lo strumento degli studi di settore sperimentali. La Corte di Cassazione, con la sentenza n.25099, del 26 novembre 2014, ha accolto il ricorso di un contribuente che si era lamentato dell’utilizzo di strumenti accertativi del reddito, di carattere sperimentale.

Per inquadrare la fattispecie oggetto del presente commento occorre rilevare che il riferimento al contenzioso è il periodo d’imposta 2000 e, lo studio applicato nei confronti del contribuente, era stato approvato in via sperimentale, con revisione definitiva solo nel 2006.


Il ricorso del professionista

Il professionista aveva impugnato la sentenza della C.T.R. che, accogliendo l’appello dell’Ufficio avverso la sentenza C.T.P., ebbe a ribadire la legittimità dell’avviso di accertamento relativo ad IRPEF, IRAP ed IVA per l’anno d’imposta 2000, conseguente all’aumento dei ricavi del ricorrente, a seguito dell’applicazione dello studio di settore.

La C.T.R. rilevò che, dall’analisi del fatturato del contribuente, per la maggior parte (il 54%) si trattava di prestazioni erogate avendo riguardo ad un’attività rientrante nel “cluster 4” degli studi di settore, secondo il codice assunto dallo “studio tecnico di piccola dimensione”. A tale stregua si giustificava l’accertamento analitico-induttivo di cui all’art. 39, D.P.R. n.600 del 1973, cui era riconducibile, ai sensi del d.l. n.331 del 1993, l’accertamento condotto sulla base degli studi di settore, con conseguente inversione della prova a carico del contribuente, in concreto non fornita.

Nel ricorso in Cassazione il contribuente, tra le diverse motivazioni, contesta il fatto che la C.T.R. non ha riconosciuto la nullità dell’accertamento per violazione del D.M. 20.03.2001 che implicava per l’Ufficio un utilizzo solo sperimentale d