IVA e TIA, analisi della giurisprudenza

data la non assoggettabilità della TIA ad IVA è nato un notevole contenzioso per il rimborso dell’IVA indebitamente applicata; ecco un’analisi della giurisprudenza aggiornata: le controversie instaurate dagli utenti del servizio, le controversie instaurate dai prestatori del servizio

Natura giuridica

La tariffa di igiene ambientale è prevista dall’art. 49 del D.Lgs. n. 22 del 1997 (cd. TIA1). Detto prelievo presenta tutte le caratteristiche del tributo, costituendo una mera variante della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani di cui al D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, e conservandone la qualifica tributaria, con la conseguenza che le relative controversie sono devolute alla cognizione delle Commissioni tributarie1. Le controversie aventi ad oggetto la debenza della Tia hanno natura tributaria2 e la loro attribuzione alla cognizione delle Commissioni tributarie, ad opera dell’art. 2, c. 2, del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, non si pone in contrasto con gli artt. 25, c. 1, e 102, c. 2, Cost., nonché con la VI disposizione transitoria della Costituzione. (Corte cost. Sent., 24-07-2009, n. 238)3.

Estraneità della TIA1 all’ambito di applicazione dell’Iva

Dalla predetta tariffa va distinta la tariffa integrata ambientale introdotta dall’art. 238 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 che è applicabile a partire dal 2010 (cd. TIA2)4. L’art. 14, c 33, del DL 31 maggio 2010, n. 78 ha espressamente previsto che le disposizioni di cui all’art. 238 del D.Lgs. n. 152 del 2006 “si interpretano nel senso che la natura della tariffa ivi prevista non è tributaria. Le controversie relative alla predetta tariffa … rientrano nella giurisdizione dell’autorità giudiziaria ordinaria5.

Secondo l’orientamento del giudice di legittimità (sentenza n. 3294/2012; Cassazione a Sezioni Unite ordinanza n. 14903/2010 e sentenza n. 25929/2011; prima sezione civile sentenza n. 2320 del 17 febbraio 2012) con l’art. 14, c. 33, D.L. n. 78 del 2010, l’Amministrazione, che ha elaborato il provvedimento, intendeva sottoporre ad IVA le somme versate, in passato, a titolo di TIA1. Se questa era l’intenzione, l’intentio legislatoris non si è tradotta in una voluntas legis, cioè in un contenuto normativo adeguato. Ne consegue che il disposto del D.L. 78 citato riguarda direttamente solo la TIA2 e tale disposizione “ha carattere innovativo, o – meglio – istituisce una tariffa che nell’intenzione del legislatore dovrebbe essere ontologicamente diversa rispetto alla ‘prima Tia’”.

La TIA1, in quanto avente natura tributaria, non è soggetta ad IVA dal momento che tale imposta deve colpire una qualche capacità contributiva che si manifesta quando un soggetto acquisisce beni o servizi versando un corrispettivo, non quando paga un’imposta, sia pure “mirata” o “di scopo” cioè destinata a finanziare un servizio da cui trae beneficio il soggetto stesso. Sono soggette all’IVA solo le prestazioni di servizi “verso corrispettivo” e non quelle finanziate mediante imposte. Le conclusioni dell’Amministrazione finanziaria sono il “frutto di una forzatura logica del tutto inaccettabile” (sentenza n. 3756/2012 della Corte di Cassazione).Sotto il profilo della logicità non è dato comprendere in qual senso possa minimamente sostenersi l’identità tra situazioni in successione tra loro “(dovrebbe far parte del comune patrimonio logico-cartesiano che, se A succede a B, A e B non sono la stessa cosa)”. E’ configurabile6 la non applicabilità dell’IVA alla TIA1 in considerazione della “pacifica natura tributaria” della medesima, della mancanza di disposizioni legislative che espressamente assoggettano a IVA le prestazioni del servizio di smaltimento dei rifiuti e della “irrilevanza di diverse prassi amministrative, posto che la natura tributaria della tariffa va desunta dalla sua complessiva disciplina legislativa, e non da dette eventuali distorte prassi7.

Tipologie di controversie

Le controversie in ordine all’applicazione dell’IVA sulla tariffa di igiene ambientale, prevista dall’art. 49 del D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 (TIA1), sono riconducibili alle seguenti tipologie :

  • controversie instaurate innanzi al giudice ordinario dagli utenti del servizio nei confronti del prestatore al fine di ottenere la restituzione dell’IVA corrisposta…

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