Infinita storia della TASI…modeste considerazioni, più che proposte…


Correttamente, ritengo, è stato osservato che è opportuno fissare un’aliquota TASI uguale su 1′ e 2′ casa, al fine di evitare caos al momento della verifica degli accertamenti/incassi.

Poi la norma prevede che il totale sulla 2′ casa (IMU+TASI) non deve essere superiore all’aliquota massima prevista per IMU (10,6) e quindi se tale è, ciò significa che hai solo IMU al massimo senza TASI; tranne il caso che non si prevedano agevolazioni per famiglie su prima casa e in questo caso puoi recuperare aumentando di 0,8 e arrivare a 11,4. Ecco, questo francamente non lo trovo ne giusto, ne tanto praticabile.

Altro aspetto: l’aliquota a carico degli inquilini, sempre su 2′ casa, che Comuni devono fissare tra 10% e 30%. A parte che non so come si farà ad accertare evasione in merito (banca dati delle locazioni da Agenzia Entrate?…lavoro immane …!) ma non deve sfuggire che si imposta un tributo come tassa per coprire servizi indivisibili usando come base imponibile e dimostrazione della capacità contributiva la rendita catastale di un immobile che non è del locatario, ovviamente, e quindi di un bene altrui….certo è solo un parametro “oggettivo” ma, io ritengo, fiscalmente iniquo.

E tutto questo per reintrodurre l’IMU sulla prima casa con un nome diverso (quella è stata abrogata quindi…gli cambiamo nome). E infine: dicono in tutte le salse che la TASI 1′ casa non supererà la vecchia IMU…è tutto da vedere: con un’aliquota massima (2,5) e senza le detrazioni di 200 euro + 50 a figlio sarà facile sfondare il tetto della “vecchia” IMU 1’casa, visto che la matematica non è un’opinione…

Ad occhio e croce, per raggiungere tale obiettivo, l’aliquota TASI dovrebbe essere al massimo 1,5. Per le seconde case, visto che i Comuni devono “fare cassa” per sopperire ai diminuiti trasferimenti, il tetto massimo del complessivo 10,6 significherebbe un’aliquota massima dell’IMU al 9,1 (oppure, ovviamente, solo IMU a 10,6). Tutto il resto sono chiacchiere perchè, ripeto, al di là delle aliquote si deve tenere conto delle diverse detrazioni tra i due tributi (presenti su IMU e assenti su TASI, che, anche se prevedibili dai Comuni, non potrebbero praticamente mai raggiungere gli importi delle detrazioni originari su IMU – 200 + 50 per figlio e comunque previste solo per limitate categorie di contribuenti quali famiglie numerose ecc e non in via generale).

Ecco perchè costa più dell’IMU. Al di là di dichiarazioni e controdichirazioni e smentite, contano i numeri: prendiamo una rendita medio bassa di € 500. Rivalutato fini fiscali valore 84.000.

IMU 1′ casa aliquota standard 4 paga 336 da cui togliere detrazione di 200 euro=136. Non conteggiamo figli infra26enni (50 € ciascuno in meno).

TASI: aliquota di 1, paga 84, aliquota 1,25 (metà del massimo) paga 105, aliquota 1,5 paga 126, aliquota massima 2,5 paga 210, ergo circa il 60% in più.

Ciò vuol dire che solo aliquota dell’1,5, mediamente (cioè senza conteggiare figli nel calcolo detrazioni) permette di non sfondare oltre IMU.

La matematica è una cosa, e le chiacchiere stanno a… zero.

Ironia della sorte (assicuro che non è voluto) la differenza, nell’esempio di cui sopra è di poco meno di 80€, ma tranquilli, il calcolo dell’imposta da pagare vale per l’anno, ovviamente, non per il mese.

 

31 maggio 2014

Francesco Donato Minniti

 

 

 


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