Imprese multiattività e gli accertamenti basati sugli studi di settore

la disciplina degli studi di settore per imprese che svolgono due o più attività è particolare: una panoramica di come tali particolarità si applicano in fase di accertamento standardizzato

La disciplina degli studi di settore, applicabile alle imprese esercenti due o più attività d’impresa (c.d. “multiattività”), è stata modificata ad opera del DM 11.2.2008: si è in presenza di una multiattività quando il soggetto che esercita due o più attività d’impresa (non rientranti nel medesimo studio) presenta un ammontare di ricavi relativi alle attività non prevalenti superiori al 30% dell’ammontare complessivo dei ricavi conseguiti; in tal caso, infatti, il soggetto è tenuto ad applicare lo studio di settore relativo all’attività prevalente esercitata ed a compilare il prospetto multiattività presente nel medesimo studio di settore.

Per i soggetti che esercitano due o più attività d’impresa – che non rientrano nel medesimo studio di settore – i risultati derivanti dagli studi di settore:

  • sono direttamente utilizzabili in sede di accertamento, a condizione che i ricavi dichiarati relativi alle attività non rientranti tra quelle considerate dallo studio di settore relativo all’attività prevalente siano pari o inferiori al 30% dei ricavi complessivi, ovvero;

  • possono essere utilizzati solo ai fini della selezione delle posizioni da sottoporre a controllo se i ricavi dichiarati relativi alle attività non rientranti tra quelle considerate dallo studio di settore relativo all’attività prevalente risultino superiori al 30% dell’ammontare totale dei ricavi dichiarati.

Bisogna osservare che, per i soggetti multiattività, le risultanze derivanti dall’applicazione degli studi di settore non rilevavano nemmeno ai fini dell’ormai abrogato premio di congruità di cui all’art. 10, comma 4-bis. Legge n. 146/1998 il quale disponeva che le rettifiche sulla base di presunzioni semplici di cui all’art. 39, c. 1, lett. d, per. 2, D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 e all’art. 54, c. 2, ultimo periodo, dello stesso decreto, non si sarebbero potute effettuare nei confronti dei contribuenti che dichiaravano, anche per effetto dell’adeguamento, ricavi o compensi pari o superiori al livello della congruità (ai fini dell’applicazione degli studi di settore), qualora l’ammontare delle attività non dichiarate, con un massimo di € 50.000, fosse stato pari o inferiore al 40% dei ricavi o compensi dichiarati: l’art. 10 c. 12 del DL 201/2011 c.d. Salva Italia ha disposto, infatti, l’abrogazione del suddetto premio di congruità, il quale tuttavia resta in vigore per gli accertamenti che interessano l’anno 2010 ed i precedenti.

Per i periodi d’imposta successivi in corso al 31 dicembre 2011, i soggetti multiattività potrebbero fruire, invece, senza alcun vincolo, dei benefici introdotti dall’art. 10 comma 9 del D.L. n. 201/2011, ovvero potrebbero accedere al novellato regime premiale per i soggetti congrui e coerenti agli studi di settore, ma con talune precisazioni.

Preliminarmente bisogna rammentare che l’accesso al regime premiale in commento è consentito solo ai soggetti che – oltre ad aver regolarmente adempiuto agli obblighi di comunicazione dei dati rilevanti, con fedele indicazione di tutti i dati previsti – risultino congrui (anche a seguito di adeguamento) e coerenti rispetto a tutti gli indicatori, di normalità e di coerenza, previsti per gli studi di settore applicati.

Nei confronti del contribuente che possieda i predetti requisiti:

  • sono preclusi gli accertamenti basati sulle presunzioni semplici di cui agli artt. 39 comma 1 lettera d) secondo periodo del DPR 600/73 e 54 comma 2 ultimo periodo del DPR 633/72;

  • sono ridotti di un anno gli ordinari termini di decadenza per l’attività di accertamento (art. 43 comma 1 del DPR 600/73); la disposizione non si applica in caso di violazioni che comportino l’obbligo di denuncia penale per uno dei reati di cui al D.Lgs. 74/2000;

  • la determinazione sintetica del reddito complessivo è ammessa a condizione che il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno un terzo quello dichiarato.

Tornando ai contribuenti multiattività, si ritiene che gli stessi debbano essere…

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