Certificazione dei sostituti d’imposta da inviare all’Agenzia delle entrate in via telematica

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 24 giugno 2014

tra le tante le novità disposte dal Governo che diventano operative già dal periodo d'imposta in corso vi è quella che prevede l'invio in via telematica delle certificazioni relative a redditi e compensi erogati nel 2014 entro il 28 febbraio del 2015: una rassegna di tutte le novità

In atto le certificazioni del sostituto d’imposta (modelli CUD o certificazioni riguardanti le ritenute operate sui redditi di lavoro autonomo) devono essere consegnate al sostituito entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui gli importi sono stati corrisposti.

Adesso, in base al Decreto Legislativo sulle semplificazioni fiscali (approvato dal governo il 20 giugno 2014), il sostituto d’imposta dovrà anche trasmettere le certificazioni in via telematica all’amministrazione finanziaria entro il 7 marzo dell’anno successivo a quello di corresponsione della somma o del valore.Peraltro, l’obbligo di trasmissione telematica delle certificazioni non riguarderà solo quelle utili per dare avvio alla dichiarazione dei redditi precompilata (CUD), ma tutte le certificazioni che i sostituti d’imposta sono tenuti a rilasciare ai sostituti, quindi, ad es., pure quelle sulle ritenute subite dai professionisti.

In relazione al regime sanzionatorio si prevede che per ogni certificazione omessa, tardiva o errata si applica la sanzione di 100 euro, e ciò in deroga all’art. 12 del DLgs. 472/97, per cui per espressa disposizione normativa non opera mai la c.d. “sanzione unica” derivante dal cumulo giuridico.

Pertanto, se, ad es. e ferma restando la non punibilità delle violazioni solo formali, il sostituto invia tardivamente 10 comunicazioni, la sanzione sarà di 1.000 euro.

Rimane la possibilità di potere fruire della definizione al terzo della sanzione, nonché della possibilità di beneficiare del ravvedimento operoso.

Comunque, la sanzione non verrà irrog