Certificazione dei sostituti d’imposta da inviare all’Agenzia delle entrate in via telematica

In atto le certificazioni del sostituto d’imposta (modelli CUD o certificazioni riguardanti le ritenute operate sui redditi di lavoro autonomo) devono essere consegnate al sostituito entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui gli importi sono stati corrisposti.
Adesso, in base al Decreto Legislativo sulle semplificazioni fiscali (approvato dal governo il 20 giugno 2014), il sostituto d’imposta dovrà anche trasmettere le certificazioni in via telematica all’amministrazione finanziaria entro il 7 marzo dell’anno successivo a quello di corresponsione della somma o del valore.Peraltro, l’obbligo di trasmissione telematica delle certificazioni non riguarderà solo quelle utili per dare avvio alla dichiarazione dei redditi precompilata (CUD), ma tutte le certificazioni che i sostituti d’imposta sono tenuti a rilasciare ai sostituti, quindi, ad es., pure quelle sulle ritenute subite dai professionisti.
In relazione al regime sanzionatorio si prevede che per ogni certificazione omessa, tardiva o errata si applica la sanzione di 100 euro, e ciò in deroga all’art. 12 del DLgs. 472/97, per cui per espressa disposizione normativa non opera mai la c.d. “sanzione unica” derivante dal cumulo giuridico.
Pertanto, se, ad es. e ferma restando la non punibilità delle violazioni solo formali, il sostituto invia tardivamente 10 comunicazioni, la sanzione sarà di 1.000 euro.
Rimane la possibilità di potere fruire della definizione al terzo della sanzione, nonché della possibilità di beneficiare del ravvedimento operoso.
Comunque, la sanzione non verrà irrogata se la trasmissione della certificazione corretta sia effettuata entro i cinque giorni successivi alla scadenza indicata.
Pare, dunque, risolto il problema dello scomputo delle ritenute che non risultano certificate.
Come è noto, in passato l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione 68/2009, ha chiarito che lo scomputo delle ritenute può avvenire se il sostituito è in grado di produrre la fattura e la documentazione bancaria dalle quali emerge che la somma è stata incassata al netto della ritenuta.
Adesso sarà difficile disconoscere lo scomputo della ritenuta solo perché il contribuente non è in grado di produrre la certificazione, infatti, si tratterà sempre di documenti già in possesso dell’Amministrazione finanziaria, la quale in piena autonomia potrà appurare l’esistenza della certificazione.
Debutta nel 2015, in via sperimentale, la precompilazione dei modelli 730 da parte dell’Agenzia delle entrate, utilizzando le informazioni disponibili in Anagrafe tributaria, i dati trasmessi da parte di soggetti terzi e i dati contenuti nelle certificazioni dei sostituti d’imposta.
Pertanto, le certificazioni relative ai redditi corrisposti nel 2014, che dovranno essere consegnate ai contribuenti entro il 28 febbraio 2015, andranno trasmesse all’Agenzia delle entrate entro il successivo 7 marzo (cioè dopo una settimana).
Dalla dichiarazione del 2016 relativa ai redditi 2015, il modello 730 precompilato dovrebbe arricchirsi anche dei dati inerenti le spese mediche che verranno ricavate direttamente dal sistema tessera sanitaria. In tal senso sono previsti obblighi espliciti a carico dei soggetti operanti nell’area della sanità quali le aziende sanitarie locali, le aziende ospedaliere, gli istituti di ricovero, le farmacie e gli stessi medici, che dovranno inviare al sistema che gestisce le tessere sanitarie dei loro pazienti i dati relativi alle prestazioni erogate a partire dal 2015.
 
Intrastat
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