Impianti fotovoltaici e disciplina IVA

di Maria Benedetto

Pubblicato il 6 maggio 2014

la qualificazione dell’impianto fotovoltaico come bene mobile o bene immobile comporta, ai fini IVA, l’applicazione di disposizioni diverse per la determinazione del regime di imposizione, del momento di effettuazione dell’operazione e del luogo di effettuazione dell’operazione



L’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 36/E del 19.12.2013 2013 ha fornito alcuni chiarimenti in merito all’accatastamento degli impianti fotovoltaici affermando la propria tesi con riferimento alla qualifica mobiliare degli impianti fotovoltaici contrariamente all’Agenzia del Territorio che è sempre stata favorevole per attribuire la qualifica di immobiliare agli impianti fotovoltaici.

La Circolare spiega, tra l’altro, il diverso trattamento che ne deriva in termini di IVA.

La qualificazione mobiliare o immobiliare dell’impianto fotovoltaico comporta, ai fini IVA, l’applicazione di disposizioni diverse per la determinazione del regime di imposizione, del momento di effettuazione dell’operazione e del luogo di effettuazione dell’operazione.



La qualificazione dell’impianto fotovoltaico come bene mobile o bene immobile

Particolare attenzione viene posta sulla questione della qualificazione mobiliare o immobiliare degli impianti fotovoltaici e alle conseguenze che ne derivano in materia catastale e tributaria.

La qualificazione dell’impianto fotovoltaico quale bene mobile o immobile presenta degli specifici aspetti di problematicità in campo tributario che, ad oggi, non sono del tutto superati, ed anzi, nell’ambito della stessa pubblica amministrazione, sono evidenziati da posizioni non uniformi assunte dall’Agenzia delle Entrate e dall’Agenzia del territorio.

L’Agenzia del Territorio, prendendo in esame la fattispecie dal punto di vista degli obblighi di accatastamento gravanti sul titolare dell’impianto, ha ritenuto nella Ris. 06.11.2008 n. 3/T che gli immobili ospitanti gli impianti fotovoltaici si qualificano senza dubbio come unità immobiliari che devono essere accertate nella categoria D/1 – opifici, equiparando gli stessi alle turbine delle centrali elettriche.

Al contrario, secondo la stessa Agenzia, non assumono autonoma rilevanza catastale, costituendo semplici pertinenze delle unità immobiliari cui accedono, le porzioni di fabbricato ospitanti impianti di produzione di energia aventi modesta potenza e destinati prevalentemente ai consumi domestici.

In senso ben diverso si è pronunciata l’Agenzia delle Entrate che, già dalla Circ. 19.07.2007 n. 46/E , ha ritenuto che “l’impianto fotovoltaico situato su