Redditometro e reddito dei familiari conviventi

di Ignazio Buscema

Pubblicato il 12 marzo 2014

ai fini dell’accertamento sintetico, basato sul redditometro e sull’incremento patrimoniale, come rileva a favore del contribuente accertato la provenienza dei redditi da familiari o da terzi?

Premessa

Il presente contributo vuole analizzare ai fini dell’accertamento sintetico, basato sul redditometro e sull’incremento patrimoniale1, su annualità 2008 e precedenti, come rileva la provenienza dei redditi da familiari o da terzi. L'art. 22, D.L. n. 78/2010 (c.d. Manovra correttiva) configura una nuova disciplina dell'accertamento sintetico e del redditometro, contenuta nell’art. 38, c. 4 e ss., D.P.R. n. 600/1973. Il nuovo metodo di ricostruzione del reddito si applica agli accertamenti relativi ai redditi dichiarati a partire dal 2009, mentre per quelli precedenti valgono le vecchie regole (come prevede l’art. 22, c. 1, del D.L. n. 78/2010).

 

Nucleo familiare

Gli uffici devono tener conto di ogni altra motivazione addotta dal contribuente, purché documentata, anche in relazione a componenti del suo nucleo familiare.

Il contribuente può giustificare le proprie spese indicando al fisco il perimetro della sua famiglia entro il quale quest’ultimo potrà trovare la fonte reddituale che ha permesso la spesa per l’acquisto rilevatore di presunta capacità contributiva.

Giova osservare , a tal riguardo , che l’intestazione di patrimoni a nome altrui può essere giustificata da ragioni di tipo protettivo(evitare le conseguenze di una responsabilità contrattuale o extracontrattuale derivante dall’attività svolta) ,da ragioni fiscali (perseguire finalità di tax planning successorio) o da altre ragioni .

Gli uffici devono tener presente ogni argomentazione ed elemento di valutazione forniti dal contribuente al fine di pervenire a determinazioni reddituali pienamente convincenti; in particolare, quando la determinazione sintetica del reddito si fonda unicamente sul contenuto induttivo degli elementi di capacità contributiva (circolare 49/E del 9 agosto 2007 dell’Agenzia delle Entrate).

Gli uffici devono evitare che l’azione di accertamento sia rivolta verso la persona sbagliata allorché ci si trovi di fronte a intestazione fittizia di beni di lusso all’interno della famiglia. In tali casi è inutile per il fisco perseguire fiscalmente l’intestatario fittizio, in quanto è molto più proficuo, previa idonea attività istruttoria ,indirizzare la pretesa fiscale verso chi ha controllo e disponibilità del bene (crcolare 49/E del 9 agosto 2007 dell’Agenzia delle Entrate). Ai fini dell’accertamento sintetico, si deve necessariamente tener conto, oltre che delle fonti di reddito risultanti dalla dichiarazione del soggetto passivo anche delle disponibilità che a lui possono derivare dagli altri componenti del nucleo familiare2.

Occorre valutare la complessiva posizione reddituale dei componenti il nucleo familiare essendo evidente come, frequentemente, gli elementi indicativi di capacità contributiva rilevanti ai fini dell’accertamento sintetico possono trovare giustificazione nei redditi degli altri componenti il nucleo familiare3. Queste disponibilità, ancorché autonomamente rilevanti a fini fiscali nei confronti del possessore del reddito per la fonte da cui deriva possono tuttavia spostarsi nell’economia del contribuente soggetto passivo dell’accertamento sintetico.Il richiamo al nucleo familiare trova evidente fondamento nel legame che lega le persone indicate che lo compongono.

 

Soggetti terzi diversi dai familiari

E’ verosimile che familiari conviventi con il contribuente abbiano dato copertura finanziaria al tenore di vita del contribuente. Il reddito accertato sulla base del redditometro può ritenersi coperto dai redditi posseduti da familiari in epoca ravvicinata rispetto al periodo di imposta oggetto di accertamento L’utilizzazione di analoghi redditi risalenti nel tempo, invece, va adeguatamente dimostrata.. Il contribuente può fornire “la dimostrazione che le spese per il mantenimento dei beni e servizi indice di capacità contributiva (dalle quali viene desunto il maggior reddito determinato sinteticamente) sono state coperte con elementi patrimoniali accumulati in periodi d’imposta precedenti o sono state finanziate da economie terze”.

L’onere della prova documentale , tuttavia ,deve essere assolto anche in relazione a redditi provenienti da familiari del contribuente qualora la disponibilità degli stessi si ricollega non a spese correnti (come quelle presupposte dalla elaborazione redditometrica) ma ad incrementi patrimoniali di una certa consistenza4.

Le provviste fornite da terzi non familiari vanno adeguatamente documentate5. La provenienza dei redditi da soggetti terzi, diversi dai familiari, deveessere adeguatamente provata.

Il possesso di redditi altrui non può essere desunto dalla mera convivenza di un parente diverso, estraneo al detto nucleo, ovvero di un affine poiché in tal caso non sussiste affatto la presunzione detta.

In buona sostanza, nel caso diapporti da parte di soggetti diversi dai componenti del nucleo familiare, ilcontribuente dovrà in ogni caso dimostrare il passaggio del reddito nella suadisponibilità, ciò non potendosi presumere sulla base di una asserita convivenza6.

A fronte, di apporti finanziari di terzi sussiste la necessità che tali apporti risultino da idonea documentazione” (articolo 38, comma 6, del DPR n. 600 del 1973) che ne proviil passaggio nella disponibilità del contribuente7.

I rapporti di affinità potrebbero escludere, invece, l’onere della prova documentale solo in relazione a erogazioni di modesto importo, per le quali non è usuale predisporre e conservare tracce documentali.

 

Redditometro e incremento patrimoniale

La prova liberatoria si configura diversamente in relazione sia ai presupposti concreti del singolo accertamento sintetico(da redditometro o incremento patrimoniale) sia alla specifica provenienza (da familiari o da terzi8) del reddito

Laddove il reddito sia stato determinato induttivamente sulla base dei coefficienti previsti dal redditometro, il contribuente è ammesso a provare (non certamente il collegamento della spesa presunta con la relativa provvista finanziaria ma) la disponibilità di redditi da parte di familiari9 o di terzi di ammontare tale da giustificare la capacità contributiva induttivamente espressa da beni-indice di capacità contributiva a disposizione del contribuente.

L’onere della prova documentale10 deve essere assolto anche in relazione a redditi provenienti da familiari del contribuente qualora la disponibilità degli stessi si ricollega non a spese correnti (come quelle presupposte dalla elaborazione redditometrica) ma ad incrementi patrimoniali11 di una certa consistenza12. A differenza di quanto avviene per il redditometro ,