La compravendita di terreni agricoli

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 20 marzo 2014

analisi dell'imposizione fiscale sui trasferimenti di terreni agricoli; ricordiamo che la qualifica del compratore è fondamentale per definire le imposte che gravano su tale tipo di trasferimento

L’art. 10 del DLgs. 23/2011 ha modificato, con decorrenza dall’1.1.2014, le disposizioni contenute nell’art. 1 della Tariffa, Parte I, allegata al DPR 131/86, semplificando in modo significativo il quadro delle aliquote dell’imposta di registro applicabili ai trasferimenti immobiliari. Tale norma è stata, peraltro, ulteriormente modificata dall’art. 1 co 609 della legge di stabilità 2014, che ha introdotto un’ulteriore aliquota applicabile, in linea generale, ai trasferimenti di terreni agricoli, salvo particolari eccezioni.

In buona sostanza, quindi, dal 01.01.2014, i trasferimenti immobiliari sono soggetti, in linea di principio, all’imposta di registro con l’aliquota del 9%. A tale aliquota si aggiungono solamente l’aliquota del 2%, applicabile ai trasferimenti di immobili abitativi (esclusi quelli accatastati in categoria catastale A1, A8 e A9) in presenza delle condizioni per l’applicazione dell’agevolazione prima casa, come individuate dalla nota II-bis all’art.1 della Tariffa, Parte I, allegata al DPR 131/86, ovvero l’aliquota del 12%, applicabile ai trasferimenti di terreni agricoli e relative pertinenze, operati a favore di soggetti diversi dai coltivatori diretti o dagli imprenditori agricol