Accertamento con adesione: attenzione a non perdere i termini per ricorrere

Con l’ordinanza n. 25082 del 7 novembre 2013 (ud 9 ottobre 2013) la Corte di

Cassazione torna ad occuparsi di mancato invito al contraddittorio in sede di accertamento con adesione.

La sentenza

Partendo dal dettato normativo di riferimento, artt. 5 e 6 del D.Lgs. n. 218/97, per la Corte “conseguenza esclusiva dell’omesso invito a comparire da parte dell’Ufficio è che il contribuente può a sua volta formulare istanza di accertamento con adesione dopo avere ricevuto l’avviso di accertamento, ciò che manifestamente esclude che l’omissione possa essere fonte di nullità dell’accertamento”.

In ogni caso, “neppure può considerarsi fonte di detta nullità la circostanza (protestata dalla parte contribuente) che l’Ufficio non abbia aderito all’istanza effettivamente inoltrata dalla parte contribuente con la giustificazione che quest’ultima non avesse dato seguito all’invito a comparire regolarmente ricevuto. Ed invero è giurisprudenza costante di questa Corte quella secondo cui: ‘In tema di accertamento con adesione, la mancata convocazione del contribuente, a seguito della presentazione dell’istanza D.Lgs. 16 giugno 1997, n. 218, ex art. 6, non comporta la nullità del procedimento di accertamento adottato dagli Uffici, non essendo tale sanzione prevista dalla legge (Cass. Sez. U, Sentenza n. 3676 del 17/02/2010)”. Pertanto, “per quanto possa essere stato fondato su erronei presupposti il diniego dell’Ufficio, esso non può essere autonoma fonte di nullità dell’accertamento, sicchè anche sotto questo diverso aspetto non può che considerarsi erroneo il convincimento contrario del giudice dell’appello”.

Breve nota

Con l’Ordinanza n. 18372 del 26 ottobre 2012 (ud. 19 settembre 2012) la Corte di Cassazione aveva già affrontato la questione affermando che In tema diaccertamento con adesione, la mancata convocazione del contribuente, aseguito della presentazione dell’istanza D.Lgs. 19 giugno 1997, n. 218, exart. 6, non comporta la nullità del procedimento di accertamentoadottato dagli uffici, non essendo tale sanzione prevista dallalegge” (Cassazione civile sez. un. 17 febbraio 2010 n. 3676 e sez.trib. 28 dicembre 2011 n. 29127; in senso sostanzialmente conformecfr. Cass. 30 dicembre 2009 n. 28051).

 

Di recente, con la sentenza n. 3259 del 2 marzo 2012 (ud. 8 novembre 2011) la Corte di Cassazione aveva riaffermato cheprescindendo … da ogni considerazione circa l’intervento o meno di una tempestiva convocazione, è sufficiente rilevare che, secondo la giurisprudenza di questo giudice di legittimità, la presentazione di istanza di definizione da parte del contribuente, ai sensi del D.Lgs. 19 giugno 1997, n. 218, art. 6, non comporta l’inefficacia dell’avviso di accertamento, ma solo la sospensione del termine di impugnazione per un periodo di 90 giorni, decorsi i quali senza che sia stata perfezionata la definizione consensuale, l’accertamento diviene comunque definitivo, in assenza di impugnazione, anche se sia mancata la convocazione del contribuente, che costituisce per l’Ufficio non un obbligo ma una facoltà, da esercitare in relazione ad una valutazione discrezionale del carattere di decisività degli elementi posti a base dell’accertamento e dell’opportunità di evitare là contestazione giudiziaria, (v. Cass. n. 28051 del 2009) ed inoltre che la mancata convocazione del contribuente, a seguito della presentazione dell’istanza D.Lgs. 16 giugno 1997, n. 218, ex art. 6, non comporta la nullità del procedimento di accertamento adottato dagli Uffici, non essendo tale sanzione prevista dalla legge (v, SU n. 3676 del 2010)”.

 

E con l’Ordinanza n. 17010 del 9 luglio 2013 (ud 27 giugno 2013) la Corte di Cassazione ha confermato che “in tema di accertamento con adesione, la presentazione dell’istanza di definizione, così come il protrarsi nel tempo della relativa procedura, non comportano l’inefficacia dell’avviso di accertamento, ma ne sospendono soltanto il termine di impugnazione per 90 giorni, decorsi i quali, senza che sia…

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