Money transfer: gli obblighi di comunicazione all’Anagrafe dei rapporti finanziari

chi gestisce le attività definite “Money trasfer” è soggetto agli obblighi di comunicazione dei dati relativi ai rapporti finaziari: ecco il quadro degli adempimenti da assolvere

Premessa

In ordine all’attività di prestazione di servizi di pagamento svolta per conto degli Istituti di pagamento comunitari autorizzati a prestare in Italia senza succursali servizi di pagamento in regime di libera prestazioni di servizi,

  • gli istituti di pagamento italiani,

  • gli agenti in attività finanziaria italiani,

  • gli agenti esteri,

sono tenuti, relativamente alle informazioni da essi detenute, a:

  1. comunicare mensilmente all’Archivio dei rapporti finanziari l’esistenza e la natura di qualsiasi rapporto od operazione compiuta al di fuori di un rapporto continuativo, per conto proprio ovvero per conto o a nome di terzi, con l’indicazione dei dati anagrafici, nonché annualmente le informazioni integrative di cui all’articolo 11 del decreto legge 6 dicembre 2011, n.201;

  2. predisporre la procedura telematica necessaria per rispondere alle richieste di indagini finanziarie inoltrate dall’Amministrazione finanziaria.

Inquadramento normativo

Il decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, recependo la direttiva 2008/48/CE in materia di credito al consumo, oltre ad introdurre significative novità in materia bancaria e creditizia, ha realizzato una completa rivisitazione del funzionamento degli intermediari non bancari e dei loro canali distributivi, tra cui quello degli agenti in attività finanziaria.

Al riguardo, attese le particolari problematiche che nel tempo si erano registrate, il legislatore ha inteso perseguire lo scopo di:

  1. introdurre una serie di requisiti maggiormente selettivi al fine di incrementare l’affidabilità, la qualità dei servizi offerti da tali operatori finanziari e la tutela dei clienti che si rivolgono a queste figure professionali;

  2. prevedere un diretto coinvolgimento dell’intermediario finanziario ed un più elevato livello di responsabilizzazione rispetto all’attività di agenti e mediatori che operano in suo nome;

  3. separare nettamente le diverse categorie di soggetti, al fine di evitare sovrapposizioni che possano ingenerare confusione nel cliente.

In questo senso, l’art. 128 quater del TUB, introdotto dal decreto 141/2010 ha previsto che l’esercizio dell’attività di agente in attività finanziaria è riservato ai soggetti iscritti in un apposito elenco, tenuto dall’Organismo di autoregolamentazione di cui all’art. 128 undecies del TUB1.

Tuttavia, viene definita una regolamentazione specifica, dedicata agli operatori money transfer, dal momento che:

  1. gli agenti che prestano esclusivamente i servizi di pagamento sono iscritti in una sezione speciale del citato elenco (art. 128 quater, comma 6, del TUB); per tali soggetti vengono altresì previsti di requisiti di professionalità e onorabilità distinti da quelli delle altre tipologie di agenti, da definirsi con un apposito decreto ministeriale;

  2. la riserva di attività prevista in generale per gli agenti in attività finanziaria non si applica agli operatori che prestano servizi di pagamento per conto di istituti di moneta elettronica o istituti di pagamento comunitari. Ciò significa che, accanto agli agenti iscritti nell’elenco italiano, potranno operare nel territorio nazionale anche gli agenti in attività finanziaria iscritti nell’elenco dell’Autorità di vigilanza del corrispondente istituto di pagamento comunitario.

Relativamente a tali specificità è opportuno sottolineare come solo recentemente siano state adottate le misure necessarie a superare le problematiche applicative evidenziatesi in sede di prima analisi del d. lgs. 141/2010.

Il primo aspetto che aveva destato perplessità era quello dei profili di vigilanza nei confronti degli agenti operanti in Italia per conto di istituti di moneta elettronica o istituti di pagamento comunitari. Su tale punto però è intervenuto il decreto legislativo 19 settembre 2012, n. 169, che, modificando il d.lgs. 141/2010, ha:

  1. introdotto, in capo a tali operatori, un obbligo di comunicazione, all’Organismo previsto dall’art. 18-undecies del TUB,…

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