Leasing e fallimento: quali opportunità?

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 11 dicembre 2013

vi sono più opzioni possibili per il curatore in caso di fallimento dell’utilizzatore di un bene in leasing: vi è la possibilità di subentrare nel contratto solo se tale atto è conveniente per la massa dei creditori

La Legge fallimentare in relazione ai beni in leasing comprende sia regole generali relative ai contratti pendenti, sia regole specifiche previste appositamente con riferimento al contratto di leasing finanziario.

L’art. 72 quater della L.Fall stabilisce che, in caso di fallimento dell’utilizzatore, si determina la sospensione dell’esecuzione del contratto fino a quando il curatore, all’uopo autorizzato dal comitato dei creditori, dichiara alla società condedente la sua volontà di subentrare nel contratto (in luogo del fallito) assumendone così tutti i relativi obblighi, ivi compreso il diritto ad esercitare il recesso dal predetto contratto. Peraltro, in caso di subentro da parte del curatore, quest’ultimo dovrà riconoscere al concedente, in prededuzione (massimo grado di privilegio riconosciuto), le somme ascrivibili ai canoni mancanti sino al termine della conclusione del contratto.

 

Si ritiene che il curatore, anche in caso di subentro nelle posizioni del