La svalutazione delle rimanenze di magazzino

di Maria Benedetto

Pubblicato il 4 dicembre 2013

quali effetti fiscali ha, sul reddito d'impresa, la svalutazione delle rimanenze di magazzino effettuata a fini esclusivamente civilistici?

 

Il minore valore rispetto al costo dei beni valutati al costo specifico, anche se iscritto in bilancio, non ha rilevanza fiscale.

Con la risoluzione n. 78 del 12 novembre 2013, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che la svalutazione delle rimanenze dei beni valutati a costo specifico è fiscalmente irrilevante. Conseguentemente, le imprese che vi procedono sono obbligate ad effettuare in sede di dichiarazione una variazione in aumento, che va a neutralizzare sotto il profilo fiscale la componente negativa iscritta a Conto Economico.

 

Premessa

Le rimanenze di magazzino costituiscono costi imputabili a beni ancora in giacenza e, dunque, rinviabili a successivi esercizi. In sede civilistica, il principio generale è che le rimanenze siano valutate al minore tra il costo storico e il valore di mercato, tenuto conto che tutte le volte che l’utilità funzionale misurata dal valore originario si riduce, occorre evidenziare tale riduzione.

Ai fini fiscali, l’articolo 92, comma 1, del TUIR stabilisce che “… le rimanenze finali, la cui valutazione non sia effettuata a costi specifici o a norma dell’articolo 93, sono assunte per un valore non inferiore a quello che risulta raggruppando i beni in categorie omogenee per natura e per valore e attribuendo a ciascun gruppo un valore non inferiore a quello determinato a norma...” dei successivi commi 2, 3 e 4. Il successivo comma 5 prevede che “Se in un esercizio il valore unitario medio dei beni, determinato a norma dei commi 2, 3 e 4, è superiore al valore normale medio di essi nell’ultimo mese dell’esercizio il valore minimo di cui al comma 1 è determinato moltiplicando l’intera quantità dei beni, indipendentemente dall’esercizio di formazione, per il valore normale

 

Il comma 5 dell’articolo 92, nel regolamentare la svalutazione fiscale delle rimanenze, prende in considerazione unicamente i beni fungibili valutati con metodi convenzionale, senza nulla disporre in ordine ai beni in giacenza valutati in base al costo di acquisto o produzione ad essi specificamente riferibili.

Il meccanismo adot