L’esdebitazione dei soggetti non fallibili

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 13 novembre 2013

con la nuova legislazione fallimentare, al termine della liquidazione del patrimonio del soggetto non fallibile è possibile ottenere la liberazione dei debiti residui non soddisfatti integralmente

Come già commentato in un precedente intervento, la legge n. 3/2012 ha previsto, in alternativa alla proposta di composizione della crisi da sovra indebitamento, una procedura specifica per la liquidazione del patrimonio mediante la quale, il soggetto non fallibile (ivi compreso il consumatore), liquida i beni a sua disposizione per risarcire i propri creditori.

La procedura viene attivata mediante la presentazione di apposita istanza al Tribunale competente in ragione della residenza del debitore, in caso di consumatore, ovvero in ragione della sede principale del debitore, in caso di debitore non fallibile. La liquidazione del patrimonio può essere attivata anche dai creditori del debitore, qualora la procedura di composizione della crisi, precedentemente proposta dallo stesso, si rivelasse meno conveniente rispetto al ricavato ottenibile dalla liquidazione dei beni del debitore stesso.

Al termine della liquidazione del proprio patrimonio, viene riconosciuta al debitore, a norma dell’’