Le agevolazioni fiscali per le società cooperative

di Fabio Carrirolo

Pubblicato il 4 novembre 2013

come è noto, le societa cooperative godono di numerose agevolazioni fiscali: proponiamo una panoramica aggiornata di tali agevolazioni che rendono le società cooperative estremememnte attraenti dal punto di vista tributario

Aspetti generali

Le norme generali in materia di società cooperative sono contenute negli artt. da 2511 a 2545-octiesdecies, c.c.

In particolare, le cooperative a mutualità prevalente (destinatarie delle agevolazioni fiscali) sono previste dall’art. 2512, c.c.

Secondo l’art. art. 111–septies, disp. att. c.c., sono considerate «a mutualità prevalente» anche le cooperative sociali che rispettino le previsioni della L. 8.11.1991, n. 381.

Inoltre, sono considerate «mutualistiche» le banche di credito cooperativo, se rispettano le norme delle leggi speciali (art. 223–terdecies, disp. att. c.c.).

Il trattamento fiscale agevolato per la cooperazione è incardinato negli artt. 10-14 del D.P.R. 29.9.1973, n. 601.

Alla riforma del diritto societario sono seguiti due interventi integrativi, compiuti con D.Lgs. 6.2.2004, n. 37 e con D.Lgs. 28.12.2004, n. 310. Tali interventi hanno inteso coordinare le nuove disposizioni sulle società con il Testo Unico bancario (D.Lgs. 1.9.1993, n. 385) e con il Testo Unico della finanza (D.Lgs. 24.2.1998, n. 59), interessando in particolare il settore delle banche.

 

Mutualità prevalente e non

La distinzione tra società cooperative a mutualità prevalente e non trova fondamento nella legge delega per la riforma societaria (art. 5, L. 3.10.2001, n. 366), ove era stata prevista la necessità di distinguere fra cooperazione costituzionalmente riconosciuta, e quindi meritevole del trattamento di favore (perché in possesso dei requisiti richiamati dall'art. 14 del D.P.R. 29.9.1973, n. 601), e cooperazione «diversa», di fatto assimilata al mondo delle società lucrative.

Il requisito della prevalenza mutualistica è ritenuto presente quando gli amministratori e i sindaci documentano nella nota integrativa che (art. 2513, c.c.):

  • i ricavi delle vendite dei beni e delle partecipazioni di servizi verso i soci superano il 50% del totale dei ricavi delle vendite e delle partecipazioni, secondo lo schema di conto economico di cui all’art. 2425 [primo comma, punto A1), del c.c.];

  • il costo del lavoro dei soci è superiore al 50% del totale del costo del lavoro di cui all'art. 2425, comma 1, punto B9, del c.c.;

  • il costo della produzione per servizi ricevuti dai soci, ovvero per beni conferiti dai soci è rispettivamente superiore al 50% del totale dei costi dei servizi di cui all'art. 2425, primo comma, punto B7, ovvero al costo delle merci o materie prime acquistate, o conferite, di cui all'art. 2425, primo comma, punto B6), del c.c.

In base all'art. 2513, co. 2, del codice, quando si realizzano contestualmente più tipi di scambio mutualistico, la condizione di prevalenza è documentata facendo riferimento alla media ponderata delle percentuali sopra indicate.

Per le cooperative agricole, inoltre, la condizione di prevalenza sussiste quando la quantità o il valore dei prodotti conferiti dai soci supera il 50% della quantità o del valore totale dei prodotti (art. 2513, u.c., c.c.).

Le cooperative a mutualità prevalente devono infine prevedere nei propri statuti (art. 2614 c.c.):

  • il divieto di distribuire i dividendi in misura superiore all'interesse massimo