Con quanto denaro contante si può andare all’estero?

viaggiare all’estero con denaro contante è possibile ma a determinate condizioni che tengono conto dei limiti all’utilizzo ed alla circolazione dei contanti; attenzione alle sanzioni: colpiscono in modo pesante le somme in contanti eccedenti il minimo scoperte alla frontiera

Premessa

Viaggiare all’estero con denaro contante è possibile ma a determinate condizioni che sono contenute nell’art. 3 (intitolato ”obbligo di dichiarazione”) del Decreto Legislativo 19 Novembre 2008, n. 195. Tale Decreto è stato adottato in virtù di disposizioni comunitarie in materia ovvero del Regolamento CE n. 1889 del 2005 contenente le norme relative ai “controlli sul denaro contante in entrata nella Comunità o in uscita dalla stessa”.

Come disposto dal citato articolo 3, chiunque entra o esce da territorio nazionale e porta con se denaro contante per un ammontare pari o superiore ad € 10.000,00 deve dichiarare tale somma all’Agenzia delle Dogane.

Tale comunicazione si intende assolta solo nel momento in cui le informazioni fornite sono esatte e complete.

Tali disposizioni normative (italiana ed europea) vengono meglio esplicitate anche dalla Circolare del Comando Generale della Guardia di Finanza, n. 83607 del 19 Marzo 2012, nella quale viene esplicitato che qualsiasi persona fisica che entra o esce dall’Italia e porta con se denaro contante di importo pari o superiore ad € 10.000,00 deve darne comunicazione preventiva, mediante apposita dichiarazione all’Agenzia delle Dogane.

Quest’ultimo intervento chiarisce meglio il cosiddetto ambito territoriale, nel senso che tale obbligo va assolto sia dal soggetto che entra o esce da un altro Paese comunitario, che da colui che effettua tali passaggi da paesi extracomunitari.

Il suddetto obbligo vale a prescindere da come il denaro venga trasportato o portato con se dal possessore ovvero a mano, in bagaglio da stiva, per via aerea, marittima, stradale o ferroviaria.

Non è rilevante nemmeno se il soggetto ne sia l’effettivo proprietario, in quanto può agire in nome e per conto di un altro soggetto o di una persona giuridica, dal momento che il possessore (e quindi, il trasportatore del denaro contante), in sede di dichiarazione preventiva alle Dogane, deve dichiararne l’effettivo proprietario o il nome del diverso soggetto per il quale opera.

 

La normativa comunitaria – Regolamento CE n. 1889 del 2005

La necessità di tale Regolamento è scaturita dall’esigenza di creare un sistema armonico sulla circolazione del denaro a fronte dell’esistenza, almeno fino agli anni anteriori al 2005, in capo agli stati membri, di sistemi di vigilanza e controllo assai differenti tra loro e comunque non sufficienti a garantire un’adeguata repressione delle attività illecite provenienti dalla circolazione di denaro in contante.

Le disparità normative esistenti tra i vari Stati fino alla data di emanazione del menzionato Regolamento non consentivano una disciplina uniforme di tale tematica, tanto è vero che è proprio in tale provvedimento comunitario che vengono sanciti, tra le altre cose:

  • il limite di € 10.000,00;

  • l’obbligo della dichiarazione presso la Dogana.

A tal proposito, tornano utili proprio i primi tre articoli del Regolamento, i quali trattano rispettivamente dello “scopo” di tale intervento, delle definizioni di “autorità competenti”, di “denaro contante” e di “obbligo di dichiarazione”.

Vi è da rilevare, invece, che in riferimento al regime sanzionatorio, l’art. 9 del regolamento demanda tale istituto a ciascuno degli stati membri, ed in effetti, in Italia esso è contenuto nell’art. 9 del D. Lgs. n. 195 del 2008, tra l’altro modificato dal cosiddetto “Decreto Semplificazioni” ovvero Decreto Legge del 2 Marzo 2012 n. 16, art. 11.

 

REGOLAMENTO (CE) N. 1889/2005 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

del 26 ottobre 2005

relativo ai controlli sul denaro contante in entrata nella Comunità o in uscita dalla stessa

 

Articolo 1

Scopo

1. Il presente regolamento integra le disposizioni della direttiva 91/308/CEE concernenti le operazioni effettuate attraverso enti creditizi e finanziari e taluni tipi di professioni stabilendo norme armonizzate per la sorveglianza, da parte delle autorità

competenti, sul denaro contante che entra nella Comunità…

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