Tutte le novità sul contratto di associazione in partecipazione

Premessa generale
Come noto il Contratto di Associazione in partecipazione (art. 2549 c.c.) permette di attribuire al soggetto associato una quota di partecipazione agli utili dell’impresa in cambio di un apporto che può essere di solo capitale , di solo lavoro o misto. Quando il contratto ha come caratteristica l’apporto di solo lavoro ben si può prestare ad un uso fraudolento nascondendo un possibile rapporto di lavoro subordinato.
 
LE NOVITA’ INTRODOTTE DAL D.L.76-2013
In sostanza il Decreto in oggetto prevede la possibilità di stabilizzare i rapporti di associazione in partecipazione con un contratto a tempo indeterminato o un contratto di apprendistato. L’iter da seguire per la stabilizzazione è il seguente.
 
– Firmare entro il 30 settembre 2013 un accordo sindacale (sindacato interno ovvero territoriale per le piccole imprese) ove venga prevista la stabilizzazione dei rapporti e la tipologia contrattuale (tempo indeterminato ,apprendistato e i rapporti potranno essere anche part-time).
 
– Rinuncia per iscritto: i lavoratori devono firmare apposita rinuncia secondo quanto disposto dagli art. 410 e 411 del codice di procedura civile (conciliazione sindacale, presso la DTL o presso le commissioni di certificazione) per rinunciare ad ogni pretesa pregressa durante la vigenza del periodo di associazione in partecipazione;
 
– Versamento del 5% della quota associato entro il 31 gennaio 2014 all’INPS: il datore di lavoro deve versare un contributo straordinario nella misura del 5% della quota relativa all’associato (calcolato sui compensi erogati e al massimo per sei mesi).
 
– Depositare all’INPS, sempre entro il 31 gennaio 2014, l’accordo collettivo firmato, i contratti di lavoro stipulati e gli atti di conciliazione relativi ad ogni lavoratore stabilizzato unitamente alla ricevuta del versamento del contributo straordinario.
 
– L’esito positivo del riscontro INPS estingue ogni illecito civile e penale previsto dalla normativa vigente venendo meno anche le pretese già contestate a mezzo di provvedimenti già emanati ( restazioni contributive ,assicurative e sanzioni amministrative).
 
– Il datore di lavoro, nei sei mesi successivi all’assunzione, non può procedere al licenziamento individuale se non per giusta causa o giustificato motivo soggettivo ad eccezione del motivo economico.
 
IL QUADRO DELLA NORMATIVA DOPO LA RIFORMA FORNERO
Ecco quindi in sintesi le novità introdotte con la Riforma Fornero:

la normativa si applica anche quando l’associato apporta “anche e solo” la propria attività lavorativa;

non vi possono essere più di tre associati per la medesima attività lavorativa(fatti salvi i contratti sottoscritti con parenti e d affini dell’associante);

si presume un contratto di lavoro subordinato se non vi sia stata una effettiva partecipazione agli utili dell’impresa e non sia stato con segnato il rendiconto annuale dell’impresa ovvero quando l’associato svolga di fatto un’attività poco qualificata.

 
Le nuove disposizioni si applicano a decorrere dal 18 luglio 2012e sono validi, fino alla loro naturale scadenza, i contratti di associazione in partecipazione certificati ai sensi della legge 276-2003 conclusi prima del 18 luglio 2012. La norma è stata scritta con l’intento di ricomprendere nel Contratto di Associazione in partecipazione le più svariate situazioni evitando il rischio di tralasciare alcune situazioni particolari (i.e. soggetto che apporta anche strumenti e macchinari); se il numero degli associati (riferito alla stessa attività) supera i 3 soggetti tutti i contratti di associazione vengono convertiti in rapporti di lavoro subordinato e non è ammessa prova contraria da parte dell’associante.
L’impresa potrà quindi avere tuttavia anche più di 3 contratti di associati se riferiti ad …

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