Sanzioni tributarie ed incertezza normativa: un difficile equilibrio

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 10 ottobre 2013

partendo da un contenzioso sulla corretta applicazione del regime IVA del margine, la Cassazione illustra in quali casi è possibile non applicare sanzioni tributarie al contribuente data l'incertezza sull'applicazione della norma tributaria

Il fatto

La società ricorrente deduce il vizio di violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 8 e del D.P.R. n. 472 del 1997, in relazione all'art. 360 c.p.c., c. 1, n. 3. Sostiene la ricorrente che sussistevano al momento della effettuazione operazioni obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull'ambito di applicazione delle disposizioni concernenti il regime fiscale del margine di utile, tali da giustificare la non punibilità per l'illecito tributario ai sensi del D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 6, c. 2, in quanto soltanto con la circolare n. 40/E del 18.07.2003 l’Agenzia delle Entrate aveva specificato che la mera annotazione in fattura del regime speciale non esimeva l'acquirente da ulteriori accertamenti in caso emergessero ulteriori elementi oggettivi di sospetto, mentre in precedenza la circolare del 14.04.2001 n. 51522 si era limitata a prescrivere che nella fattura doveva essere specificata la ragione della mancata applicazione dell'IVA (se in quanto trattavasi di operazione di cessione intracomunitariao se trattavasi di operazione soggetta al regime del margine).

 

La sentenza

La Corte, in apertura, premette che “le circolari amministrative 'contra legem' non possono fondare alcun legittimo affidamento, ne segue che è del tutto inesatta la interpretazione che di tali atti amministrativi fornisce la ricorrente. L'Amministrazione finanziaria non può infatti derogare alle norme statali e comunitarie che disciplinano le condizioni di applicabilità del regime speciale del margine di utile, rimanendo esclusa pertanto una interpretazione della circolare del 2001 volta a ritenere che per la applicazione del regime fiscale era sufficiente la relativa annotazione sulla fattura emessa dal cedente, indipendentemente dal ricorso, in concreto, delle altre condizioni sostanziali (caratteristiche dell'usato; assolvimento a titolo definitivo dell'IVA corrisposta a monte dal soggetto cedente)”.

Nel caso di specie, “la circolare n. 40/2003 della Agenzia delle Entrate non è affatto venuta ad introdurre una nuova disciplina dei presupposti di applicazione del