E’ valido l’accertamento anticipato per annualità in scadenza

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 21 ottobre 2013

una recente sentenza di Cassazione sembra ammettere la possibilità per il Fisco di utilizzare l'accertamento anticipato quando l'annualità per cui è stato emesso il Pvc è in scadenza

Con la sentenza n. 20769 dell' 11 settembre 2013 (ud. 9 aprile 2013) la Corte di Cassazione ha legittimato l’accertamento anticipato per annualità in scadenza.

Nel caso di specie in data 27 dicembre 2005 veniva notificato un avviso di accertamento ai fini IVA per l'anno 2000, sulla base di un processo verbale di constatazione formato in data 14 dicembre 2005.

 

La sentenza

In ordine alle conseguenze del mancato rispetto del termine di sessanta giorni dal rilascio al contribuente della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni ispettive, per la notifica al medesimo dell'avviso di accertamento, la sentenza in esame prende le mosse dalla giurisprudenza della Corte che ha adottato una “lettura costituzionalmente orientata della norma, suggerita da C. Cost. ord. n. 244/09. In particolare, si è affermato che l'atto impositivo, notificato prima del decorso di detto termine, debba considerarsi affetto da nullità - in forza del combinato disposto della L. n. 212 del 2000, art. 7, comma 1, L. n. 241 del 1990, artt. 3 e 21 septies, e D.P.R. n. 633 del 1972, art. 56, comma 5, con specifico riferimento all'IVA, in rilievo nel caso in esame (D.P.R. n. 600 del 1973, art. 42, commi 2 e 3, in tema di imposte dirette) - salvo che si sia in presenza di uno dei 'casi di particolare e motivata urgenza', che - a tenore della L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7, - giustificano l'emissione dell'avviso di accertamento prima dello spirare del termine suindicato”. Mentre un indirizzo più rigoroso si è espresso, al riguardo, “nel senso che l'atto impositivo debba contenere la motivazione sull'eventuale urgenza che ne abbia determinato l'adozione prima dello scadere del termine suddetto (Cass. 22320/10, 16999/12), altro indirizzo ha, invece, ritenuto che l'esonero dal rispetto dei sessanta giorni L. n. 212 del 2000, ex art. 12, comma 7, operi in presenza del requisito dell'urgenza dell'emissione dell'atto, anche se in questo non sia enunciato il fatto determinativo dell'urgenza stessa, giacchè ai sensi dell'art. 7 della legge cit., l'obbligo di motivazione si riferisce esclusivamente alle ragioni della pretesa tributaria, ma non anche ai tempi di emanazione dei provvedimenti impositivi o alle regole procedimentali (Cass. 11944/12)”.

Con riferimento al caso concreto, la Corte non ritiene si profili la necessità di sospendere il presente giudizio, in attesa del deposito della pronuncia delle Sezioni Unite sulla questione controversa.

Ed invero, è del tutto pacifico in causa - avendone dato atto lo stesso studio legale ricorrente nel ricorso per cassazione, nel quale ha trascritto in parte l'atto impositivo - che l'avviso di accertamento emesso dall'Amministrazione indicava espressamente la ragione di urgenza che aveva indotto l'Ufficio a non rispettare il termine di sessanta giorni L. n. 212 del 2000, ex art. 12, co.. Tale ragione veniva, difatti, chiaramente evidenziata dall'Agenzia delle Entrate con riferimento all'imminente scadenza del termine di decadenza per l'accertamento in rettifica della dichiarazione IVA, per l'anno di imposta 2000, scadenza che si sarebbe verificata, infatti, il 31.12.05. Sicchè, la notifica dell'avviso di accertamento in data 27.12.05 - ossia prima dello spirare del termine di sessanta giorni dalla chiusura della verifica, avvenuta il 14.12.05 - era stata giustificata dall'Ufficio con l'esigenza di evitare la decadenza dal potere di accertare eventuali violazioni da parte del contribuente, con conseguente recupero a tassazione dell'imposta, in ipotesi, evasa, oltre alle sanzioni eventualmente applicabili. E non può revocarsi in dubbio che siffatta ratio di evitare la decadenza dal potere impositivo in parola - in quanto si iscrive nell'esigenza di carattere pubblicistico, connessa all'efficiente esercizio della potestà amministrativa nel fondamentale settore delle entrate tributarie (art. 97 Cost.), positivamente e congruamente vagliata, nella specie, dalla CTR - ben può giustificare la notifica dell'avviso di accertamento prima del decorso del predetto termine di cui alla L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 1 (Cass. 11944/12).

Nè la Corte condive l'assunto di parte, “secondo cui la L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7, costituirebbe una fonte 'rafforzata' dall'essere direttamente riconducibile agli artt. 3, 23, e 53 Cost.. Le norme dello Statuto del contribuente infatti, come questa Corte ha più volte chiarito, non hanno rango superiore alla legge ordinaria e, pertanto, non possono consentire la disapplicazione della norma tributaria in asserito contrasto con le stesse (v. Cass. 8254/09, 8145/11). Di conseguenza, non potrebbero le suindicate esigenze pubblicistiche, fondate queste ultime su principi di rango costituzionale desumibili dall'art. 97 Cost., essere pretermesse o posposte, ritenendosi cogente il rispetto dell'intero spatium deliberandi suindicato (previsto dallo Statuto del contribuente), pur quando il termine di decadenza del potere impositivo, diretto a garantire il rispetto di dette finalità, sia prossimo alla scadenza”.

E neppure, prosegue la Corte, “conseguenza alcuna in suo favore potrebbe trarre il contribuente dai principi di rango comunitari, enunciati da C. Giust. CE, 18.12.08, C- 349/07, posto che tale decisione, nel demandare alla discrezionalità dei giudici degli Stati membri di stabilire la congruità, o meno, dei termini per le osservazioni dei contribuenti e per le successive decisioni dell'Amministrazione previsti dai diritti nazionali, ha ritenuto comunque congruo e 'conforme alle prescrizioni del diritto comunitario' un termine da otto a quindici giorni (nella specie ne sono decorsi tredici) concesso al contribuente per presentare le proprie osservazioni”.

 

Note

Il comma 7, dell’articolo 12, dello Statuto del contribuente prescrive che “nel rispetto del principio di cooperazione tra amministrazione e contribuente, dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, il contribuente può comunicare entro sessanta giorni osservazioni e richieste che sono valutate dagli uffici impositori. L'avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del predetto termine, salvo casi di particolare e motivata urgenza”.

Tale norma (da un pò di tempo a questa parte sotto i riflettori della dottrina1 e della giurisprudenza), è stata oggi letta dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la sentenza n.18184 del 29 luglio 2013, peraltro attesa dalla stessa sentenza della Corte di Cassazione che qui si annota.

Come rilevato dalla stessa Corte di Cassazione nella sentenza n.20769/2013, sul punto vanno segnalati una serie di orientamenti variegati.

  • L’ordinanza n. 19875 del 18 luglio 2008 (ud. del 9 giugno 2008) della Corte di Cassazione, secondo cui la notifica dell’avviso di accertamento prima dello scadere del termine di sessanta giorni previsto dall’art. 12, c. 7, L. n. 212/2000 non determina ipso iure la nullità stante la natura vincolata dell’atto rispetto al pvc sul quale si fonda, in mancanza di s