Cessione d’azienda: l’elusione dell’imposta di registro

di Francesco Buetto

Pubblicato il 3 ottobre 2013

l'operazione di cessione d'azienda, un'operazione complessa, nella sua complessità può nascondere profili di elusività dell'imposta di registro dovuta

Con l’Ordinanza n. 15743 del 21 giugno 2013 (ud. 23 maggio 2013) la Corte di Cassazione ha ritenuto elusiva l’operazione effettuata ai fini dell’imposta di registro, con il solo fine del risparmio d’imposta.

 

IL PROCESSO

La società CD Spa. propone ricorso principale per cassazione, affidato a due motivi, avverso la sentenza della CTR Lombardia n. 61/44/09, depositata l'8 giugno 2010, con la quale essa accoglieva in parte l'appello dell'Agenzia delle entrate contro la decisione di quella provinciale, sicchè l'opposizione della medesima, inerente all'avviso di liquidazione dell'imposta complementare di registro, dovuta con riferimento alla cessione di azienda industriale per la produzione di mobili da parte della cedente società PM Spa. in liquidazione, nonchè in concordato preventivo veniva ritenuta fondata parzialmente. In particolare la CTR osservava che l'atto finale di cessione di azienda del mese di dicembre 2004 doveva essere valutato nella sua dimensione "dinamica", e quindi non poteva essere interpretato in funzione "statica" coi negozi precedenti di cessione condizionata dell'opificio, e vendita delle merci e prodotti di magazzino, sicchè tutte le varie operazioni andavano valutate come contratto a formazione progressiva, a fronte delle quali si configurava un'ipotesi di elusione fiscale, mentre invece l'avviamento come stabilito nel prezzo dalle parti non poteva essere rideterminato in misura maggiore, secondo l'esatta formula enunciata dall'agenzia, giacchè si trattava di vendita effettuata nel corso