Quale responsabilità del liquidatore per i debiti tributari non onorati dalla società?

Responsabilità personale per i liquidatori delle società di capitali che non onorano, con le attività della liquidazione, i debiti tributari della società riferiti al periodo della liquidazione medesima ed anteriori. Le disposizioni normative di riferimento sono collegate a comportamenti che denotano, comunque, un profilo di colpa nella condotta, tenuto conto che i liquidatori rispondono in proprio se soddisfano crediti di ordine inferiore a quelli tributari o assegnano beni ai soci o associati senza avere prima soddisfatto i crediti tributari.
 
Una fattispecie concreta
In sede di scioglimento di una società a responsabilità limitata l’assemblea ordinaria dei soci nomina il liquidatore. Assunta la carica e passate le consegne il liquidatore (artt. 2487-bis), nell’ambito dei poteri di gestione della liquidazione e di realizzo dell’attivo accerta, l’assenza di disponibilità finanziaria sufficiente a pagare i debiti, di natura tributaria, ricevendo altresì il rifiuto dei soci sollecitati a ripianare le posizioni debitorie.
Ci si chiede se il liquidatore, in presenza dei debiti fiscali non onorati e che adotta le procedure di chiusura e di estinzione della srl, diventa responsabile personalmente per le posizioni debitorie fiscali non soddisfatte.
Dopo aver ripercorso la disciplina di riferimento e alcune delle più significative interpretazioni giurisprudenziali e di prassi amministrativa cercheremo di fornire una risposta all’interrogativo proposto (1).
 
Obblighi del liquidatore nella fase di liquidazione
Per i debiti tributari delle società il fisco può chiamare alla cassa, in determinate condizioni, i soci, i liquidatori o gli ex amministratori. Per il recupero del debito tributario l’amministrazione finanziaria può dunque rivolgersi ad una pluralità di soggetti.
Relativamente alla figura del liquidatore già l’art. 2495 del codice civile prevede la sua personale responsabilità se il mancato pagamento è dipeso da colpa.
La previsione del codice civile si affianca alla regola di carattere speciale dettata dal Testo Unico della Riscossione all’art. 36, D.P.R. 29.9.1973, n. 602, che può legittimamente essere invocata dall’Amministrazione finanziaria qualora i ruoli in cui sono stati iscritti i tributi dovuti dal soggetto passivo (società di capitali) possono essere posti in riscossione e sia stata acquisita certezza che gli stessi non siano stati soddisfatti con le attività di liquidazione. Ma quali sono i presupposti per accertare la responsabilità dei liquidatori? Nel corso della procedura di liquidazione della società sono previste specifiche diposizioni atte a tutelare la garanzia patrimoniale per l’erario.
Infatti, secondo quanto previsto dal comma primo del citato art. 36, D.P.R. n. 602/73, i liquidatori di enti soggetti ad IRES che non adempiono all’obbligo di pagare, con le attivita’ della liquidazione, le imposte dovute per il periodo della liquidazione medesima e per quelli anteriori rispondono in proprio del pagamento delle imposte se:
– soddisfano crediti di ordine inferiore a quelli tributari ovvero
– assegnano beni ai soci o associati,
senza avere prima soddisfatto i crediti tributari.
Tale responsabilità ex lege <oggettiva> e’ limitata all’importo dei crediti erariali che avrebbero trovato capienza in sede di graduazione dei crediti; in sostanza, essa è parametrata alla concreta soddisfazione che il creditore erariale avrebbe ottenuto dalla liquidazione se non vi fosse stata illecita postergazione dei crediti tributari o l’assegnazione di beni ai soci.
L’ordine dei privilegi si ricava dalla lettura dell’art. 2477 e seguenti del codice civile; tuttavia i crediti erariali per imposte e sanzioni, godono sempre di privilegio speciale.
In dottrina si discute della natura …

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