L'accertamento sintetico in pillole

Diramate da parte dell’Agenzia delle Entrate, con la circolare n.24/E del 31 luglio 2013, le indicazioni operative in ordine all’accertamento sintetico del reddito, disciplinato dall’art. 38, cc. 4 – 7, del D.P.R. n. 600/73, come modificato dall’art.22 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, evidenziamo, in pillole, schematicamente, i passaggi salienti del documento di prassi pubblicato.

 

Il dettato normativo

L’art. 22 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, ha modificato la disciplina dell’accertamento sintetico, con riferimento agli accertamenti relativi ai redditi dichiarati per il 2009 e seguenti (non applicabile al passato, anche se più favorevole al contribuente), che risulta essere oggi così formulato.

 

Art.38, cc. da 4 a 7, D.P.R. n. 600/73

4. L’ufficio, indipendentemente dalle disposizioni recate dai commi precedenti e dall’articolo 39, può sempre determinare sinteticamente il reddito complessivo del contribuente sulla base delle spese di qualsiasi genere sostenute nel corso del periodo d’imposta, salva la prova che il relativo finanziamento è avvenuto con redditi diversi da quelli posseduti nello stesso periodo d’imposta, o con redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o, comunque, legalmente esclusi dalla formazione della base imponibile.

5. La determinazione sintetica può essere altresì fondata sul contenuto induttivo di elementi indicativi di capacità contributiva individuato mediante l’analisi di campioni significativi di contribuenti, differenziati anche in funzione del nucleo familiare e dell’area territoriale di appartenenza, con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanzeda pubblicare nella Gazzetta Ufficiale con periodicità biennale. In tale caso è fatta salva per il contribuente la prova contraria di cui al quarto comma.

6. La determinazione sintetica del reddito complessivo di cui ai precedenti commi è ammessa a condizione che il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno un quinto quello dichiarato.

6. L’ufficio che procede alla determinazione sintetica del reddito complessivo ha l’obbligo di invitare il contribuente a comparire di persona o per mezzo di rappresentanti per fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell’accertamento e, successivamente, di avviare il procedimento di accertamento con adesione ai sensi dell’articolo 5del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218.

7. Dal reddito complessivo determinato sinteticamente sono deducibili i soli oneri previsti dall’articolo 10del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n. 917; competono, inoltre, per gli oneri sostenuti dal contribuente, le detrazioni dall’imposta lorda previste dalla legge.

 

Trattasi di presunzione relativa, sia nell’ipotesi del quarto comma che del quinto comma.

 

L’accertamento sintetico basato sul nuovo “redditometro”

Il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 24 dicembre 2012 ha dato piena attuazione al quinto comma dell’articolo 38, del D.P.R. n. 600/73, che ha definito circa cento voci di spesa riconducibili alle seguenti macro categorie:

  • Consumi generi alimentari,bevande, abbigliamento e calzature“;

  • Abitazione”;

  • Combustibili edenergia”;

  • Mobili, elettrodomestici e servizi per la casa”;

  • Sanità”;

  • Trasporti”;

  • Comunicazioni”;

  • Istruzione”;

  • Tempo libero, cultura egiochi”;

  • Altri beni e servizi” e “Investimenti”.

 

Il citato decreto pone una distinzione tra:

a) spese di ammontare certo, oggettivamente riscontrabile, conosciuto dal contribuente e dall’Amministrazione finanziaria (“spese certe”);

b) spese di ammontare determinato dall’applicazione ad elementi presenti in Anagrafe Tributaria o, comunque, disponibili (i.e. potenza delle auto, lunghezza delle barche…) di valori medi rilevati dai dati dell’ISTAT o da analisi degli operatori appartenenti ai settori…

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