Il bilancio finale di liquidazione e le poste fiscali

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 18 settembre 2013

il bilancio a fine liquidazione deve evidenziare l'ammontare delle attività che, compiuto il realizzo dei beni che facevano parte del complesso aziendale, vengono assegnate ai soci quale contropartita del loro conferimento iniziale: in tale fase bisogna prestare particolare attenzione alle attività e passività fiscali presenti

La finalità del bilancio finale di liquidazione è indicata all’articolo 2492 del codice civile secondo cui il documento in analisi deve evidenziare l'ammontare delle attività che, compiuto il realizzo dei beni che facevano parte del complesso aziendale, vengono assegnate ai soci quale contropartita del loro conferimento iniziale. Allo stesso modo, detto documento rappresenta un valido strumento di verifica con riferimento all’operato del liquidatore: dal confronto tra il patrimonio iniziale e quello finale, è possibile, infatti, carpire se tale organo ha operato al meglio.

Il bilancio finale di liquidazione si compone di due parti ben distinte l’una dall’altra: il bilancio finale in senso stretto e il piano (o prospetto) di riparto.

Il bilancio finale di liquidazione in senso stretto si compone di uno stato patrimoniale estremamente semplificato, di un conto economico (relativo al periodo che intercorre fra l’inizio dell’ultimo esercizio e la data di compimento della liquidazione) e da una nota integrativa.

Con riferimento allo Stato patrimoniale del bilancio di liquidazione questo deve, in generale, esporre le disponibilità liquide da attribuire pro quota ai soci. Da un punto di vista prettamente contabile, dovrebbero risultare iscritte nell'attivo, le sole voci intestate alla "cassa" e ai "depositi e conti correnti ba