Il bilancio finale di liquidazione e le poste fiscali

La finalità del bilancio finale di liquidazione è indicata all’articolo 2492 del codice civile secondo cui il documento in analisi deve evidenziare l’ammontare delle attività che, compiuto il realizzo dei beni che facevano parte del complesso aziendale, vengono assegnate ai soci quale contropartita del loro conferimento iniziale. Allo stesso modo, detto documento rappresenta un valido strumento di verifica con riferimento all’operato del liquidatore: dal confronto tra il patrimonio iniziale e quello finale, è possibile, infatti, carpire se tale organo ha operato al meglio.

Il bilancio finale di liquidazione si compone di due parti ben distinte l’una dall’altra: il bilancio finale in senso stretto e il piano (o prospetto) di riparto.

Il bilancio finale di liquidazione in senso stretto si compone di uno stato patrimoniale estremamente semplificato, di un conto economico (relativo al periodo che intercorre fra l’inizio dell’ultimo esercizio e la data di compimento della liquidazione) e da una nota integrativa.

Con riferimento allo Stato patrimoniale del bilancio di liquidazione questo deve, in generale, esporre le disponibilità liquide da attribuire pro quota ai soci. Da un punto di vista prettamente contabile, dovrebbero risultare iscritte nell’attivo, le sole voci intestate alla “cassa” e ai “depositi e conti correnti bancari e postali, mentre nel passivo il Patrimonio netto finale di liquidazione nelle seguenti voci:

  • Capitale e riserve, come risultanti dal bilancio iniziale di liquidazione

  • (+/-) Rettifiche di liquidazione;

  • (-) Acconti ai soci sul risultato della liquidazione ai sensi dell’art. 2491 c.c. ;

  • (+/-) Utili (perdite) di liquidazione dei precedenti esercizi;

  • (+/-) Utile (perdita) dell’ultimo periodo di liquidazione.

Qualora sussistano ulteriori elementi patrimoniali attivi non ancora realizzati, ovvero delle passività non ancora estinte, la forma dello Stato patrimoniale dovrà, ovviamente, presentare un’articolazione più complessa, senza che ciò renda necessario il ricorso allo schema integrale di stato patrimoniale di cui all’art. 2424 c.c.., essendo riconosciuta la possibilità di utilizzare lo schema abbreviato di cui all’ art. 2435-bis c.c..

Unitamente allo stato patrimoniale deve essere elaborato, dal liquidatore, il conto economico finale di liquidazione (che presenta una struttura e composizione analoga a quella indicata per i bilanci intermedi di liquidazione) riferito all’intervallo temporale intercorrente tra la data di chiusura dell’ultimo bilancio intermedio di liquidazione e la data di completamento delle attività liquidatorie. È, altresì, raccomandata la redazione di un conto economico generale, riferito all’intera procedura di liquidazione che si apre contabilmente con il bilancio iniziale di liquidazione. Anche se non espressamente richiesto dalla norma civilistica, è previsto (OIC 5) che il bilancio finale di liquidazione sia corredato da una nota che:

  • contenga le notizie inerenti l’attività liquidatoria relativamente alla frazione di esercizio intercorrente tra la data di chiusura dell’ultimo bilancio intermedio di liquidazione e la data di chiusura della liquidazione;

  • presenti il necessario dettaglio che si rende indispensabile nel caso di sussistenza, nello Stato patrimoniale di liquidazione, di elementi attivi e passivi non ancora realizzati o estinti (assegnazioni in natura ai soci o esposizioni debitorie non ancora estinte).

Esistono, inoltre, ulteriori documenti che devono essere allegati al bilancio finale di liquidazione. Ci si riferisce, in particolare, alla relazione sottoscritta dai liquidatori, finalizzata all’informativa sull’andamento della liquidazione nell’ultimo periodo con riferimento al realizzo delle attività, all’estinzione delle passività, alla soluzione delle eventuali controversie in corso, ai nuovi o maggiori accertamenti di attività e passività. A norma dell’art. 2492 c.c. è previsto, infine, che il bilancio di…

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