I prezzi bassi sono indice di frode carosello

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 11 settembre 2013

l'applicazione di prezzi troppo bassi, tali da essere considerati fuori mercato, è uno degli indizi più tipici da cui capire che la fattura formalmente corretta nasconde un'operazione inesistente

Con l’ordinanza n. 16456 dell'1 luglio 2013 (ud. 12 giugno 2013) la Corte di Cassazione torna ad affrontare la questione delle frodi carosello.

 

IL FATTO

L’accertamento si basava su presunzioni costituite dalle rilevazioni incrociate nei riguardi della società EIE srl, oltre che dalla verifica svolta a carico della FC stessa, per le quali si era trattato di operazioni inesistenti, a fronte della documentazione prodotta dalla contribuente, per cui invece gli acquisti delle autovetture usate, estere e nazionali, sarebbero stati effettuati presso le ditte ICA di CI e SGA di GS, essendo rilevante il fatto che queste poi non avessero pagato l'Iva; non possedessero un'effettiva organizzazione d'impresa; avessero fatto sì che il prezzo di cessione finale fosse addirittura inferiore rispetto a quello di mercato e di acquisto iniziale presso le ditte intracomunitarie e nazionali.

 

LA DECISIONE

Per la Corte di Cassazione, in particolare in tema di IVA, nelle c.d. frodi carosello - “fondate sul mancato versamento dell'imposta incassata da società 'cartiere' a seguito di acquisti intracomunitari, o altrimenti esenti, e successive rivendite anche attraverso l'interposizione di una o più società o ditte filtro ('buffers') - il meccanismo dell'operazione e gli scopi che la stessa si propone (acquisizione di materiali a prezzi più contenuti al fine di praticare prezzi di vendita più bassi, con alterazione a proprio favore del libero mercato), fanno presumere la piena conoscenza della frode e la consapevole partecipazione all'accordo simulatorio del beneficiario finale, con la conseguenza che, in applicazione del relativo principio sancito dall'art. 17 della direttiva 17 maggio 1977, n. 77/388/CEE, l'IVA assolta dal medesimo beneficiario nelle operazioni commerciali con la società filtro non è detraibile ai sensi del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 19, anche se le predette operazioni siano state effettivamente compiute e le relative fatture, al pari dell'intera documentazione contabile, sembrino perfettamente regolari, come nella specie (V. pure Cass. Sentenza n. 867 del 20/01/2010, Sezioni Unite: n. 30055 del 2008). Gli stessi rilievi valgono anche