Archivio dei rapporti finanziari: i cosiddetti “conti scudati” e il modulo RW

L’Agenzia delle entrate con il provvedimento del 9 agosto 2013 ha fornito precisazioni sulle regole con cui gli intermediari finanziari (es. Banche, Sim, Fiduciarie) devono trasmettere all’Amministrazione finanziaria i dati previsti nella “nuova” comunicazione integrativa annuale dei rapporti finanziari.

In particolare con tale provvedimento l’Agenzia ha precisato che detti obblighi di informativa operano anche relativamente ai conti che hanno fruito dello scudo fiscale.

Come è noto, l’art. 37 del D.L. 223 del 2006 ha introdotto (modificando i commi 7 e 11 dell’art. 7 del D.P.R. 605/1973) l’obbligo per gli operatori finanziari di comunicare all’Anagrafe Tributaria l’esistenza e la natura dei rapporti da essi intrattenuti con la clientela a decorrere dal 1° gennaio 2005 (1).

La comunicazione deve essere effettuata da tutti i seguenti soggetti: banche, Poste Italiane S.p.A., OICR, Fondi di Investimento, SICAV, SGR, società fiduciarie, holding finanziarie, cambiavalute, IMEL, SIM, addetti al commercio in oro, società ed enti di assicurazione ed in generale ogni intermediario finanziario.

Tali obblighi di comunicazione devono essere assolti anche con riferimento ai conti accessi presso gli operatori finanziari a seguito delle operazioni di “scudo fiscale” (ossia della speciale procedura di emersione di attività finanziarie trasferite o detenute all’estero irregolarmente da soggetti fiscalmente residenti in Italia ai sensi delle disposizioni previste prima dal D.L. 350/2001, poi dal D.L. 282/2002 e, infine, dal D.L. 78/2009).

Con la circolare n. 18/E/2007 l’Agenzia delle entrate ha infatti chiarito che tra i rapporti da comunicare all’Archivio sono compresi anche i “conti scudati” e ciò poiché “il regime di riservatezza che contraddistingue tali rapporti non rileva ai fini della comunicazione prevista dall’art. 7, comma 6 del Decreto n. 605/1973, ma può essere eventualmente opposto all’Amministrazione finanziaria all’atto della richiesta di informazioni specifiche circa i contenuti del rapporto.”

Gli operatori finanziari sono dunque tenuti, già da tempo, a comunicare all’Anagrafe tributaria l’esistenza del rapporto anche se “scudato”, senza peraltro dovere fornire evidenza della specifica natura del rapporto medesimo (in sostanza, ad es., una banca o una fiduciaria comunica all’Anagrafe Tributaria che intrattiene un rapporto con un cliente, fornendo all’amministrazione i dati e le informazioni sopra precisate, ma non comunica che il rapporto é conseguenza di una operazione di scudo fiscale).

 

 

Ulteriore obbligo per gli operatori finanziari

L’art. 11, comma 2, del D.L. 201/2011 ha introdotto, a decorrere dal 1° gennaio 2012, l’ulteriore obbligo per gli operatori finanziari di comunicare periodicamente le movimentazioni che hanno interessato i rapporti di cui all’art. 7 del DPR 605/1973 ed ogni altra informazione relativa ai predetti rapporti necessaria ai fini dei controlli fiscali, nonché l’importo delle operazioni finanziarie indicate nella predetta disposizione.

Come precisato nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 25 marzo 2013 gli operatori finanziari sono dunque tenuti a comunicare all’Anagrafe tributaria anche le seguenti informazioni, relative ai rapporti attivi nel corso dell’anno di riferimento:

a) i dati identificativi del rapporto, compreso il codice univoco del rapporto, riferito al soggetto persona fisica o non fisica che ne ha la disponibilità, inclusi procuratori e delegati, e a tutti i cointestatari del rapporto, nel caso di intestazione a più soggetti;

b) i dati del rapporto relativi ai saldi iniziale e finale dell’anno cui è riferita la comunicazione;

c) i dati relativi agli importi totali delle movimentazioni distinte tra dare e avere per ogni rapporto.

Detta comunicazione, che si affianca a quella già prevista dal 2006, dovrà essere effettuata annualmente entro il 20 aprile dell’anno successivo a quello cui sono riferite le informazioni; tuttavia le informazioni…

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