Se la prima casa si trasforma in ufficio… si perdono i benefici

di Francesco Buetto

Pubblicato il 9 agosto 2013

se la prima casa è trasformata in studio professionale, allora si perdono i benefici prima casa a causa della variazione catastale operata

Con la sentenza n. 14173 del 5 giugno 2013 (ud. 18 aprile 2013) la Corte di Cassazione nega i benefici prima casa, a causa della variazione catastale operata "da abitazione a ufficio".

 

Il principio affermato

Alla luce della ostante giurisprudenza della Corte, l'agevolazione prima casa “presuppone che l'immobile acquistato sia effettivamente adibito ad abitazione principale (Cass. sez. trib. n. 13491 del 2008; Cass. sez. n. 20376 del 2006); interpretazione, questa, direttamente ricavabile dalla necessità di residenza ex Nota II bis 1, lett. a) e oltrechè dalla decadenza dal beneficio conseguente all'alienazione infraquinquennale, a meno che si acquisiti una nuova abitazione 'principale' ex Nota II bis 4”.

 

Brevi note

Il complesso quadro normativo. previsto dalla legge 22 aprile 1982, n. 186, peraltro oggi rilettodalla circolare n. 18/2013, prevede l'applicazione di benefici fiscali per gli atti a titolo oneroso che comportano il trasferimento della piena proprietà o della nuda proprietà, abitazione, uso ed usufrutto relativi ad unità immobiliari non aventi le caratteristiche d'abitazioni di lusso, secondo quanto previsto dal D.M. del Ministero dei Lavori Pubblici del 2 agosto 1969.

Il regime agevolato attualmente in vigore impone che:

  • l'abitazione oggetto di trasferimento sia un'abitazione "non di lusso";

  • l'immobile sia ubicato nel Comune in cui l'acquirente abbia o stabilisca entro 18 mesi dall'acquisto la propria residenza o nel Comune nel quale svolga la propria attività, incluse quelle senza remunerazione; la dichiarazione di voler stabilire la residenza nel comune ove è situato l’immobile acquistato deve essere resa, a pena di decad