Piani attestati di risanamento: gli effetti fiscali

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 29 luglio 2013

analisi degli effetti fiscali (relativi alle imposte sui redditi) per i piani attestati di risanamento che concedono al debitore un sostanziale stralcio dei debiti maturati

L’art. 33 del D.L. 22 giugno 2012, n. 83 (c.d. Decreto Sviluppo) ha introdotto alcune significative novità in materia di piani attestati di risanamento disciplinati dall’art. 67 c. 3 lett. d; novità, queste ultime, che non hanno impattato sull’intero impianto normativo del piano attestato limitandosi, solamente, a colmare alcune criticità evidenziatesi nella previgente formulazione della norma.

E’ bene rammentare che, nelle sue prime esperienze applicative, il piano in parola è stato interpretato soltanto come uno strumento privato per risolvere la crisi ed evitare la minaccia dell'azione revocatoria; ora, invece, per effetto delle modifiche apportate, questo strumento sembra avere assunto una funzionalità molto più appetibile.

Il piano attestato di risanamento disciplinato dall’art. 67 c. 3 lett. d della L. Fall. è considerato uno strumento “premiante” per l'imprenditore che prende l'iniziativa tempestivamente ipotizzando la ricomposizione della crisi della sua azienda.

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