Conferimento in società e cessione delle quote: i profili abusivi

di Francesco Buetto

Pubblicato il 9 luglio 2013

analisi di un caso che configuara abuso del diritto: i contribuenti che conferiscono terreni in una società agricola e contestualmente cedono le quote della società stessa stanno eludendo l'imposta di registro sulle compravendite

Con la sentenza n. 14150 del 5 giugno 2013 (ud. 3 aprile 2013) la Corte di Cassazione torna ad occuparsi di abuso del diritto nell’ambito dell’imposta di registro.

 

Il fatto

I contribuenti costituivano, con rogito registrato il 04.02.2002, Azienda agricola , conferendo il complesso immobiliare (formato da terreni e sovrastanti fabbricati) facente parte di una preesistente azienda agricola gestita in forma di società semplice.

Successivamente i soci cedevano a due società (CTI s.c.a.r.l. e CTF s.c.a.r.l.) le quote di partecipazione nella suddetta s.r.l..

La registrazione dell'atto di costituzione della s.r.l. veniva effettuata in misura fissa. Le cessioni di quote venivano registrate in esenzione d'imposta, essendo soggette solo a imposta di bollo.

Con avviso di liquidazione in data 28.01.2005 l'amministrazione finanziaria recuperava le ordinarie imposte di registro sull'operazione complessivamente considerata, ai sensi del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 20, ritenendola configurare un unico trasferimento di beni alle predette cooperative.

Il ricorso dei contribuenti avverso l'atto impositivo veniva respinto dalla CTP di Ravenna.

In esito ad appello, la sentenza era riformata dalla CTR dell'Emilia Romagna in base al fatto che la definizione dell'operazione (rappresentata dal trasferimento di terreni agricoli mediante preliminare conferimento in società e successiva cessione delle quote di questa) come elusiva dell'istituto contrattuale della compravendita non aveva trovato logica dimostrazione, "trattandosi di scelte libere permesse dall'ordinamento".

 

La decisione della Corte di Cassazione

Per la Corte