La capitalizzazione delle spese di ricerca e sviluppo, le novità per l'amministratore di condominio, gli stipendi erogati a cavallo d'anno, processo tributario ed imposta di bollo, ex minimi ed IVA...

QUESITO N. 1: La capitalizzazione dei costi di ricerca & sviluppo
Nel realizzare un progetto innovativo una S.r.l. patrimonializza, nei primi due esercizi di implementazione del progetto, tutti i costi di ricerca e sviluppo relativi a tale progetto come immobilizzazioni immateriali in corso. In particolare, tale progetto dovrebbe portare alla realizzazione di un brevetto. Tuttavia, durante il terzo esercizio si constata l’inadeguatezza del progetto e si decide di abbandonarlo. Quali sono i comportamenti civilistici e fiscali da adottare, con particolare riferimento alla deducibilità IRES.
 
RISPOSTA
In via preliminare si osserva che i costi di ricerca e sviluppo (research and development, R&D) rappresentano gli investimenti effettuati dall’impresa per creare nuovi prodotti o servizi, nuovi processi produttivi e per acquisire nuovi elementi di conoscenza o di informazione utili ai fini dello sviluppo dell’azienda, sia sotto il profilo tecnologico che organizzativo.
Per cercare di delineare l’ambito applicativo dei costi di ricerca e sviluppo, il principio contabile nazionale n. 24 suddivide i costi di ricerca e sviluppo in tre categorie:

ricerca di base;

ricerca applicata;

sviluppo.

 
In particolare, secondo le definizioni fornite dal principio contabile n 24:
1. la ricerca di base è l’insieme di studi, esperimenti, indagini e ricerche che non hanno una finalità definita con precisione, ma che sono da considerarsi di utilità generica all’impresa (a titolo esemplificativo, rientrano tra le spese per la ricerca le spese di aggiornamento professionale, per ricerche di mercato o per corsi di formazione);
2. la ricerca applicata consiste, invece, nell’assieme di studi, esperimenti, indagini e ricerche che si riferiscono direttamente alla possibilità e utilità di realizzare uno specifico progetto;
3. lo sviluppo è l’applicazione dei risultati della ricerca o di altre conoscenze possedute o acquisite in un progetto o programma per la produzione di materiali, strumenti, prodotti, pro- cessi, sistemi o servizi nuovi o sostanzialmente migliorati, prima dell’inizio della produzione commerciale o dell’utilizzazione.
 
Per ciò che riguarda la rilevazione contabile delle spese di ricerca e sviluppo, il principio contabile n. 24 stabilisce che:

la ricerca di base rappresenta un costo di periodo, non capitalizzabile, avendo un’utilità di carattere generale non correlata a uno specifico piano o progetto di sviluppo pluriennale;

i costi per ricerca applicata e lo sviluppo, invece, possono essere iscritti (facoltà) tra le immobilizzazioni immateriali, in presenza delle condizioni richieste dal principio contabile n. 24.

 
Da un punto di vista fiscale, la perdita derivante dal mancato raggiungimento di un risultato economicamente apprezzabile potrà essere dedotta per intero nell’esercizio in cui si manifesterà l’insuccesso dell’attività di ricerca svolta, ai sensi dell’art. 101, comma 4, Tuir, trattandosi di un costo di natura certa, deducibile secondo i principi generali della competenza, dell’inerenza, della correlazione e della preventiva imputazione dei componenti negativi del reddito d’impresa, così come previsto dall’art. 109 Tuir.
 
QUESITO N. 2:Riforma del condominio e amministratore
Con la riforma del condominio anche una società cooperativa può svolgere l’attività di amministratore di condominio?
 
RISPOSTA
L’articolo 1129 del Codice Civile è stato modificato dalla riforma del condominio, in particolare stabilisce che contestualmente all’accettazione della nomina, e a ogni rinnovo dell’incarico, l’amministratore comunica i propri dati anagrafici e professionali, il codice fiscale, o se si tratta di società anche…

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