UNICO: gli adempimenti dichiarativi nelle procedure di liquidazione

Le modalità di presentazione della dichiarazione dei redditi di una società in fase di liquidazione è disciplinata dall’art. 5 del DPR n. 322/1998. La predetta disposizione chiarisce che, in caso di liquidazione di imprenditori individuali, società di persone e società di capitali, il liquidatore (ovvero il rappresentante legale, in mancanza del primo) è tenuto a trasmettere all’Agenzia delle Entrate (in via telematica), la dichiarazione dei redditi:

  • del periodo compreso tra l’inizio del periodo d’imposta e la data di iscrizione presso il registro delle imprese della dichiarazione assembleare, entro l’ultimo giorno del nono mese successivo alla data di liquidazione;

  • del risultato finale delle operazioni della liquidazione, entro il nono mese successivo alla chiusura della liquidazione, ovvero del deposito del bilancio finale della liquidazione, se prescritto dalla normativa.

Quanto all’individuazione del termine finale del periodo ante liquidazione occorre precisare che, detto termine è stato modificato, coerentemente con la disciplina civilistica, dal DL 16/2012 (decreto semplificazioni fiscali) che ha espunto (nel testo dell’art. 5 del DPR n. 322/1998) il riferimento alla “data in cui ha effetto la delibera di messa in liquidazione”, individuando nuovi riferimenti. Quanto alle imprese individuali, occorre fare riferimento alla data indicata nella dichiarazione di variazione IVA (art. 35 DPR 633/1972), in linea con quanto previsto dall’art. 182 comma 1 TUIR. Per quanto concerne, invece, le società, occorre fare riferimento alla data in cui si verificano gli effetti dello scioglimento di cui all’art. 2484 e 2485 c.c.. In altre parole, rileva come termine finale del periodo ante-liquidazione, la data di iscrizione presso il registro delle imprese di uno dei seguenti atti, differenziati a seconda della fattispecie di scioglimento di riferimento:

  • dichiarazione con cui gli amministratori hanno accertato la causa di scioglimento, nei casi di cui all’art. 2484, co. 1, nn. 1), 2), 3), 4) e 5), c.c.;

  • deliberazione dell’assemblea (art. 2484, co. 1, n. 6), c.c.);

  • decreto del tribunale, nell’ipotesi di omissione degli amministratori (art. 2485, co. 2, c.c.).

Il seguente esempio chiarirà meglio quanto appena esposto. Si ipotizzi il caso della società ALFA s.r.l. (contribuente con esercizio di imposta coincidente con l’anno solare – 01.01-31.12) i cui soci hanno deciso la messa in liquidazione della predetta società in data 23.03.2013, con deliberazione iscritta, presso l’ufficio del registro delle imprese, il successivo 04.04.2013. Pertanto, a seguito delle novità appena commentate, il legale rappresentante della società è tenuto a presentare la dichiarazione ante liquidazione 1.01.2013–03.04.2013, in via telematica, entro il 31 gennaio 2014 e non il 31.12.2013, così come avrebbe dovuto fare in vigore del previgente art. 5 c. 1 del DPR 322/1998.

Il successivo comma 3 dell’articolo 5 del DPR n. 322/1998 prescrive, inoltre, che, qualora la liquidazione si protragga oltre il periodo d’imposta in corso alla data di apertura della procedura liquidatoria, il contribuente deve presentare, sempre in via telematica, all’Agenzia delle Entrate:

  • la dichiarazione dei redditi relativa alla frazione del periodo di imposta compreso tra la data di messa in liquidazione e la chiusura del medesimo periodo d’imposta;

  • la dichiarazione dei redditi riguardanti ogni successiva annualità fiscale, nelle quali si protrae la liquidazione.

Relativamente a quest’ultimo adempimento dichiarativo (dichiarazione dei redditi delle annualità successive al primo periodo d’imposta di liquidazione), l’Amministrazione Finanziaria ha avuto modo di precisare che, tale adempimento non riguarda la frazione dell’esercizio di conclusione della liquidazione, atteso che tale frazione di esercizio non costituisce un autonomo periodo d’imposta successivo: il liquidatore non è tenuto, quindi, a presentare la relativa dichiarazione dei…

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