Si può contestare il transfer princing anche senza elusione

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 27 maggio 2013

è legittimo il rilievo dell’ufficio in materia di transfer pricing, anche in assenza di elusione, in quanto la pratica considerata scorretta è il trasferimento fittizio di imponibile fiscale fra diversi Paesi

Con la sentenza n. 10739 dell' 8 maggio 2013 (ud. 28 novembre 2012) la Corte di Cassazione ha riconosciuto legittimo il rilievo dell’ufficio in materia di transfer pricing, anche in assenza di elusione.

 

Il quesito in Cassazione delle Entrate

Il quesito posto dall’Amministrazione finanziaria davanti la Corte di Cassazione è il seguente: "se - in fattispecie in cui l'Amministrazione abbia ripreso a tassazione ai fini IRPEG e IRAP i maggiori ricavi in capo a Società di capitali derivanti da operazioni intercorse con Società controllate estere in applicazione del criterio del valore normale di mercato dei beni oggetto di scambio in applicazione dell'art. 76, comma 5, cit. T.U.I.R., incorra nella violazione di tale disposizione (e, conseguentemente del D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 4 e 5) la sentenza della CTR la quale affermi che l'Amministrazione finanziaria sia tenuta a provare che in Italia viga un carico fiscale maggiore rispetto a quello del Paese di residenza delle Società controllate con cui sono intercorse le operazioni, in quanto l'anzidetto art. 76, comma 5, cit. T.U.I.R. deve esser correttamente interpretato nel senso che l'aspetto della potenziale elusività complessiva dell'operazione non riveste alcuna rilevanza ai fini dell'applicazione dell'anzidetta disposizione, soggiacendo le operazioni infragruppo unicamente