Le perdite su crediti di modesto ammontare posssono andare direttamente a costo

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 6 maggio 2013

le perdite su crediti di modesto ammontare (cioè di valore inferiore ad € 2.500 o ad € 5.000) godono di un regime di deducibilità fiscale semplificato

L’art. 101, c. 5, del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 definisce i criteri di deducibilità delle perdite su crediti, da adottare in sede di determinazione dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche:tali costi rappresentano un componente negativo di reddito se, alternativamente, risultano da elementi certi e precisi, ovvero nel caso in cui il debitore è assoggettato ad una procedura concorsuale.

L’applicazione della norma presuppone, tuttavia, la preventiva individuazione della perdita subita, che deve essere operata in ossequio alle previsioni del codice civile, opportunamente integrato dai corretti principi contabili: dal punto di vista civilistico, infatti, i crediti devono essere iscritti in bilancio, al momento dell’acquisizione del relativo diritto, al valore di presumibile realizzo (art. 2426 c. 1 n. 8 c.c.): valore, quest’ultimo, che deve ess