Contratto d’appalto: l’IVA sulle ritenute a garanzia

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 20 maggio 2013

quando diventano imponibili ai fini IVA le somme che il committente trattiene a garanzia e che eroga all'appaltatore dopo il collaudo dell'opera?

Con la sentenza n. 16977 del 5 ottobre 2012 (ud. 18 maggio 2011) la Corte di Cassazione affronta la questione relativa all’inquadramento fiscale, ai fini Iva, delle ritenute a garanzia, cioè le somme che il committente trattiene all’appaltatore, al fine di tutelarsi rispetto alla corretta esecuzione dell’opera ovvero all’esatto adempimento degli obblighi previdenziali.

 

Il processo

La contribuente impugnava in sede giurisdizionale l'avviso di rettifica, col quale l'Ufficio recuperava l'IVA dovuta per l'anno 1999, in relazione all'omessa fatturazione degli importi della ritenuta a garanzia, operata dal committente, in relazione a lavori condotti in appalto e pagati sulla base di stati di avanzamento lavori.

L'adita C.T. di primo grado di Trento, accoglieva il ricorso, giusta decisione che, sull'impugnazione dell'Agenzia Entrate, veniva confermata dai Giudici di Secondo Grado.

In particolare, i Giudici di merito, riconoscevano che le somme ritenute a garanzia dal committente dei lavori, pur rappresentando un maturato economico dell'impresa, non potevano qualificarsi ricavi definitivi, ossia "corrispettivo", poichè “non immediatamente esigibili, stante che la relativa liquidazione, in base