Indagini finanziarie a banda larga

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 22 aprile 2013

le indagini finanziarie per l'accertamento di maggiori redditi non dichiarati sono possibili anche su contribuenti persone fisiche non titolari di partita IVA!

Con la sentenza n. 8047 del 3 aprile 2013 (ud. 6 febbraio 2013) la Corte di Cassazione torna ad occuparsi di indagini finanziarie.

 

I MOTIVI DELLA DECISIONE

Vediamo quale è il principio che si possono trarre dalla lettura della sentenza: il dettato normativo accorda all'ufficio, in tema di Iva, “il potere di richiedere agli istituti di credito notizie dei movimenti sui conti bancari intrattenuti dal contribuente e di presumere la loro inerenza ad operazioni imponibili, ove non si deduca e dimostri che i movimenti medesimi siano stati conteggiati nella dichiarazione annuale o siano ricollegabili ad atti non soggetti a tassazione. Tale presunzione ha portata generale e riguarda le dichiarazioni dei redditi di qualsiasi contribuente, a prescindere dall'attività svolta”.

 

Brevi note

La Corte di Cassazione, di recente, con sentenza n. 21132 del 13 ottobre 2011 (ud. del 7 luglio 2011) aveva già affermato che l’utilizzazione dei dati acquisiti presso le aziende di credito non è subordinata alla prova che il contribuente eserciti attività d’impresa o di lavoro autonomo. Se non viene contestata la legittimità dell’acquisizione dei dati risultanti dai conti correnti bancari, i medesimi possono essere utilizzati sia per dimostrare l’esistenza di un’eventuale attività occulta, impresa, arte o professione, sia per quantificare il reddito ricavato da tale attività, incombendo al contribuente l’onere di dimostrare che i movimenti bancari che non trovano giustificazione sulla ba