Indagini finanziarie sui conti dei soci

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 18 marzo 2013

il Fisco può legittimamente estendere le indagini bancarie dai conti della società a quelli dei soci, per i movimenti finanziari che appaiono essere di competenza della società

La recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 3762 del 15 febbraio 2013, ud. 4 dicembre 2012) conferma l’interpretazione assunta dai massimi i giudici nel corso di questi anni, in ordine allariferibilità alla società dei movimenti bancari dei soci.

 

Il pronunciamento

Secondo un consolidato orientamento “i dati raccolti dall'Ufficio in sede di accesso ai conti correnti bancari del contribuente consentono, in virtù della presunzione contenuta nel D.P.R. n. 600 del 1973, artt. 32 e 39, di imputare gli elementi da essi risultanti direttamente a ricavi dell'attività svolta dal medesimo, salva la possibilità per il contribuente di provare che determinati accrediti non costituiscono proventi della detta attività. Detta presunzione legale 'vincola l'Ufficio tributario ad assumere per certo che i movimenti bancari effettuati sui conti correnti intestati al contribuente siano a lui imputabili, senza che risulti necessario procedere all'analisi delle singole operazioni, la quale è posta a carico del contribuente, in virtù dell'inversione dell'onere della prova'" (Cass. n. 19493 del 2010 in motivazione ed ivi richiami di conformi precedenti).

Peraltro, la giurisprudenza della Corte ha altresì chiarito che "l'estensione delle indagini bancarie anche a soggetti terzi rispetto alla società non può ritenersi illegittima in quanto tutti detti soggetti hanno riferimento nella società o quale amministratore e soci o quale congiunto di questi e, quindi, in una società, come nella specie, la cui compagine sociale e la cui amministrazione è riferibile ad un unico ristretto gruppo familiare ben si può ritenere che l'esistenza di tali vincoli sia sufficiente a giustificare la riferibilità al contribuente accertato delle operazioni riscontrate su conti correnti bancari intestati a tali soggetti, salva naturalmente la facoltà di questi di provare la diversa origine di tali entrate" (Cass. n. 19493 del 2010 in motivazione ed ivi richiami di conformi precedenti).

 

Le nostre considerazioni

La possibilità di acquisire ed utilizzare dati ed elementi risultanti dai conti, formalmente intestati a soggetto diverso giuridicamente rispetto a quello oggetto di accertamento, o verifica, è strettamente c