Guida pratica all’interpello: gli interpelli ordinari (18 pagine, con fac-simile)

di Fabio Carrirolo

Pubblicato il 21 gennaio 2013



l'interpello che il contribuente può proporre al Fisco per chiarire anticipatamente eventuali problematiche fiscali di difficile interpretazione dovrebbe essere uno strumento utilissimo per migliorare il rapporto fisco contribuente

Aspetti generali

L’interpello del contribuente rappresenta, a coronamento delle riforme che nell’ultimo scorcio del XX secolo hanno guidato la silenziosa riforma della PA in senso partecipativo, un istituto di «civiltà giuridica» volto a chiarire preventivamente le problematiche interpretative poste dall’applicazione della norma fiscale, prima che queste possano sfociare in una vertenza tra il fisco e il contribuente.

Il principio di cui l’istituto è espressione è semplice, e si ricava, oltre che dall’art. 11 dello Statuto del contribuente, anche da altre indicazioni dello stesso Statuto: il potere pubblico, che in attuazione dei principi costituzionali impone, accerta e riscuote i tributi, anche mediante l’autotassazione dei cittadini, ha il dovere di formulare le relative norme in maniera chiara, nonché di chiarirne l’applicazione ai contribuenti, informandoli adeguatamente ma anche ponendoli nella condizione di interpretare correttamente le leggi.

 

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