Il reato di dichiarazione fraudolenta

alcune considerazioni sul reato di dichiarazione fraudolenta commesso mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti

La Corte di Cassazione, nella recente sentenza n. 26863 del 9 luglio 2012, ha fornito una importante posizione interpretativa in ordine agli elementi di fatto in ragione dei quali è possibile ritenere fittizia la documentazione fiscale sottostante la deducibilità di determinate componenti negative di reddito in sede di dichiarazione annuale; in particolare, a detta della Suprema Corte, il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture false di cui all’art. 2 del D.Lgs. n. 74/2000, in sostanza, sussiste quando i documenti contabili utilizzati riguardano forniture di merce incompatibili con le caratteristiche della società cedente.

Nella sentenza in esame, l’organo giudicante ha preliminarmente chiarito il rapporto di continuità normativa sussistente tra la figura criminosa delineata dal decreto di riforma del 2000 con il previgente impianto sanzionatorio di cui alla c.d. legge manette agli evasori (Legge n. 516/1982) affermando che “qualora i dati delle fatture o degli altri documenti per operazioni inesistenti siano stati recepiti dal contribuente nella dichiarazione annuale dei redditi, della quale costituiscano il supporto fraudolento per la mendace indicazione di componenti negativi in misura diversa da quella effettiva, tale condotta – già sanzionata dall’art. 4, lett. f), d.l. 10 luglio 1982, n. 429, convertito in I. 7 agosto 1982, n. 516 – rimane interamente compresa nella nuova ipotesi criminosa (art. 2 D. Lgs. n. 74/2000)e conserva, pertanto, rilievo penale”.

L’aspetto più interessante della statuizione giurisprudenziale consiste nell’affermazione che l’art.2 del D.Lgs. n. 74/2000 si configura allorquando sussiste una conclamata divergenza tra la realtà commerciale e quella contabile – documentale; in altre parole, qualora le fatture passive esibite a supporto degli elementi negativi dedotti dalla base imponibile riguardano prestazioni di servizi e/o cessioni di beni che, sotto l’aspetto qualitativo e/o quantitativo, sono oggettivamente incompatibili con la realtà aziendale del soggetto economico fornitore, sussistono elementi di fatto per affermare la falsità delle stesse1. Infatti, a detta della Corte di Cassazione “la natura fittizia di tutte le operazioni di fornitura di olio effettuate in favore della società amministrata dall’imputato è stata infatti, con ragionamento logico, dedotta, in adesione a quanto già argomentato dal giudice di primo grado, dalla accertata, dalla Guardia di finanza, impossibilità delle apparenti società fornitrici, analiticamente indicate nelle imputazioni, di commercializzare, all’epoca dei fatti, olio per gli importi indicati nelle fatture esaminate”…… “sul punto, dunque, appare esaustivo e logico quanto osservato dalla Corte territoriale secondo cui l’accertamento dell’organo di polizia tributaria ha riguardato l’oggetto del trasferimento, ovvero le partite di olio, rivelatosi inesistente, nonostante le contabilizzazioni delle varie operazioni di vendita, con conseguente infondatezza dell’assunto difensivo”.

Alla luce di quanto dianzi rappresentato si ritiene opportuno, pertanto, procedere ad una breve disamina del reato di cui all’art. 2 del D.Lgs. n. 74/2000, anche alla luce delle modifiche apportate recentemente dal D.L. n. 138/2011.

 

La fattispecie di dichiarazione fraudolenta si connota come quella ontologicamente più grave: essa ricorre, infatti, quando la dichiarazione non soltanto non è veridica, ma risulta altresì “insidiosa”, in quanto supportata da un “impianto” contabile, o più genericamente documentale, atto a sviare od ostacolare la successiva attività di accertamento dell’amministrazione finanziaria, o comunque ad avvalorare artificiosamente l’inveritiera prospettazione di dati in essa racchiusa. Nell’ambito di tale figura, che “assorbe” anche talune fattispecie attualmente punite a titolo di frode fiscale dall’articolo 4 del decreto-legge n. 429 del 1982, è parso peraltro necessario differenziare, costruendole come delitti autonomi, le…

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