Semplificata la disciplina del contratto di rete

L’art. 45 del D.L. n. 83 del 22 giugno 2012 (convertito in Legge n. 134/2012), cd. decreto per la crescita, ha introdotto alcune fondamentali modifiche alla disciplina del contratto rete.

Tali modifiche riguardano in particolare le reti che siano dotate di un fondo patrimoniale comune e di un organo comune destinato a svolgere un’attività con i terzi.

Il Decreto Sviluppo è, quindi, intervenuto semplificando la disciplina pubblicitaria delle reti ed introducendo la possibilità per la rete di iscriversi nel Registro delle imprese ove ha la propria sede e di acquisire in tal modo soggettività giuridica.

In particolare, la citata Legge ha modificato in maniera rilevante la disciplina in materia di contratti di rete (di cui all’art. 3 del D.L. n. 5/2009).

In primo luogo il Legislatore ha stabilito che qualora il contratto di rete preveda l’istituzione di un fondo patrimoniale comune e di un organo comune destinato a svolgere un’attività, anche commerciale, con i terzi:

– il regime di pubblicità si intende assolto mediante l’iscrizione del contratto di rete nel Registro delle imprese del luogo in cui ha sede la rete senza che sia necessaria l’iscrizione presso ogni singolo Registro delle imprese nel quale è iscritto ciascun partecipante alla rete;

– al fondo patrimoniale comune si applicano, in quanto compatibili, gli artt. 2614 e 2615, c. 2 c.c. che dettano la disciplina del fondo e della responsabilità verso i terzi dei consorzi con attività esterna(1);

– entro due mesi dalla chiusura dell’esercizio annuale l’organo comune è tenuto a redigere una situazione patrimoniale osservando, in quanto compatibili, le norme relative alla redazione del bilancio delle società di capitali e la deposita presso il Registro delle imprese in cui ha sede la rete;

– negli atti e nella corrispondenza della rete devono essere indicati la sede di quest’ultima, l’ufficio del Registro presso il quale è iscritta ed il numero di iscrizione.

 

Le ulteriori modifiche introdotte dal cd. decreto crescita riguardano:

– la possibilità che il contratto di rete possa essere redatto, ai fini degli adempimenti pubblicitari previsti per la registrazione contratto, oltre che nelle consuete forme dell’atto pubblico e della scrittura privata autenticata anche con atto firmato digitalmente da ciascun partecipante alla rete;

– la semplificazione del regime di pubblicità delle modifiche al contratto di rete che devono essere redatte e depositate per l’iscrizione a cura dell’impresa indicata nell’atto modificativo soltanto presso la sezione del Registro delle imprese presso cui è iscritta la stessa impresa; sarà quindi tale ufficio a darne comunicazione a quelli in cui sono iscritte le altre imprese partecipanti.

– la facoltà della rete, unicamente nel caso in cui sia prevista la costituzione di un fondo patrimoniale comune, di iscriversi nella sezione ordinaria del registro delle imprese della circoscrizione in cui è stabilita la propria sede, in tal modo acquisendo soggettività giuridica.

 

La Legge n. 134/2012 ha, infine, introdotto un’agevolazione per gli operatori del settore agrario escludendo i contratti di rete dall’applicazione del regime vincolistico vigente in materia di contratti agrari.

 

Il Contratto di Rete

La disciplina del contratto di rete è regolata dall’art. 3 del D.L. n. 5-2009 (convertito in Legge n. 33/2009), poi modificato dal D.L. n. 78/2010 (convertito in Legge n. 122/2010).

Il Legislatore ha definito “rete” quel contratto tramite il quale più imprenditori perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la competitività sul mercato.

A tal fine gli imprenditori si obbligano, sulla base di un programma comune di rete, a collaborare in forme e ambiti predeterminati attinenti all’esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o più…

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