L’attività di controllo sulle compensazioni tributarie di crediti inesistenti

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 5 settembre 2012

a seguito delle limitazioni imposte all'uso delle compensazioni dei crediti tributari, una delle principali attività di controllo dell'Agenzia riguarda proprio l'utilizzo di crediti indebiti in compensazione. Allo scopo di fornire un preciso quadro normativo e di prassi in questo nostro intervento riepiloghiamo le regole, le norme e le sanzioni per il contribuente che compensa in eccesso

Come è noto, fra le attività di contrasto all’evasione dell’Amministrazione finanziaria vi rientra anche il controllo sulle compensazioni.

Riepiloghiamo le regole, in questo nostro intervento, per fornire un preciso quadro normativo e di prassi.

 

Il mezzo di controllo

L’art. 1, c. 421, della legge n. 311/2004 ha disposto che “Ferme restando le attribuzioni e i poteri previsti dagli articoli 31 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, nonché quelli previsti dagli articoli 51 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, per la riscossione dei crediti indebitamente utilizzati in tutto o in parte, anche in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, l'Agenzia delle entrate può emanare apposito atto di recupero motivato da notificare al contribuente con le modalità previste dall'articolo 60 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973. La disposizione del primo periodo non si applica alle attività di recupero delle somme di cui all'articolo 1, comma 3, del decreto-legge 20 marzo 2002, n. 36, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 maggio 2002, n. 96, e all'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27” (cioè ai crediti d’imposta riconosciuti agli autotrasportatori per gli anni 1992, 1993 e 1994 nonché per i benefici concessi alle banche per l’effettuazione di alcuni adempimenti comunitari).

 

La norma penale

L’art. 35, c. 7, del D.L. n. 223 del 4 luglio 2006, convertito con modificazioni in legge n. 248 del 4 agosto 2006, ha inserito, nell’ambito del D.Lgs. n. 74/2000, l’art. 10-quater, secondo cui la disposizione di cui all'art. 10-bis del D.Lgs. n. 74/2000 si applica, nei limiti ivi previsti, anche a c