Omesso scontrino fiscale e mediazione obbligatoria

Con circolare n.33/E del 3 agosto 2012 le Entrate, rispondendo ad una serie di dubbi posti da più parti, ha precisato che le controversie relative alla sanzione di cui all’art. 12, c. 2, del D.Lgs. n. 471 del 1997, con cui viene disposta la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività, devono ritenersi escluse dalla mediazione tributaria, in quanto sono caratterizzate da valore indeterminabile.
 
La mediazione
L’art.39, c. 9, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, ha inserito nel decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, l’art.17-bis, rubricato “Il reclamo e la mediazione”, per le controversie di valore non superiore a ventimila euro, relative ad atti dell’Agenzia delle entrate, notificati a decorrere dal 1° aprile 2012, pena l’inammissibilità del ricorso.
L’istituto si caratterizza per la presenza di tre criteri, ben individuati dalla norma, la cui contestuale sussistenza impone, a chi intenda proporre ricorso, di esperire preventivamente e obbligatoriamente la procedura di mediazione:
– tipologia di atto impugnato (avviso di accertamento; avviso di liquidazione; provvedimento che irroga le sanzioni; ruolo; rifiuto espresso o tacito della restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie e interessi o altri accessori non dovuti; diniego o revoca di agevolazioni o rigetto di domande di definizione agevolata di rapporti tributari; ogni altro atto emanato dall’Agenzia delle entrate, per il quale la legge preveda l’autonoma impugnabilità innanzi alle Commissioni tributarie);
– parte resistente nell’eventuale giudizio (agenzia delle Entrate);
– valore della controversia (non superiore a 20 mila €).
 
Le controversie di valore indeterminabile
Già la circolare n. 9/E del 19 marzo 2012 aveva escluso dalla mediazione – proprio perché la norma richiede che la controversia sia contraddistinta da un valore espressamente individuato – le fattispecie di valore indeterminabile, quali, ad esempio, quelle relative ai provvedimenti di diniego di iscrizione e di cancellazione dall’Anagrafe unica delle Onlus oppure quelle concernenti esclusivamente la spettanza di un’agevolazione.
Oggi, nel ribadire la propria posizione, le Entrate, legittimamente, escludono dagli atti mediabili le sanzione relative alla sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività, proprio perché di valore indeterminabile.
 
La sanzione per l’omesso rilascio del documento fiscale
Constatata l’infrazione, l’ufficio notifica l’atto di contestazione, entro il termine previsto per la proposizione del ricorso (60 giorni più eventuale sospensione dei termini di 45 giorni).
Il trasgressore e gli obbligati possono definire la controversia con il pagamento di un importo pari ad un quarto della sanzione indicata e comunque non inferiore ad un quarto dei minimi edittali previsti per le violazioni più gravi relative a ciascun tributo.
Se non addivengono a definizione agevolata, il trasgressore ed i soggetti obbligati in solido possono, entro lo stesso termine, produrre deduzioni difensive.
In mancanza, l’atto di contestazione si considera provvedimento di irrogazione, impugnabile ai sensi dell’art. 18, del D.Lgs. n. 472/97.
L’impugnazione immediata non è ammessa e, se proposta, diviene improcedibile qualora vengano presentate deduzioni difensive in ordine alla contestazione.
In deroga all’art. 19, c. 7, del D.Lgs. n. 472 del 1997 – norma che prevede l’esecuzione delle sanzioni quando il provvedimento di irrogazione è divenuto definitivo -, il provvedimento di sospensione è immediatamente esecutivo.
 
La definizione della sanzione non esclude la chiusura
Ricordiamo che l’…

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