Accertamento con adesione: la compensazione dei costi di competenza

di Francesco Buetto

Pubblicato il 6 agosto 2012

in sede di definizione del procedimento di accertamento con adesione, è possibile compensare l’imposta dovuta con quella che darebbe diritto al rimborso di quanto indebitamente versato, ferma restando l’applicazione delle sanzioni e degli interessi

Con la circolare n. 31/E del 2 agosto 2012 la Direzione Centrale Accertamento dell’Agenzia delle Entrate ha diramato ai propri uffici importanti istruzioni in ordine alla possibilità di compensazione, nell’ambito del procedimento di adesione, dell’indebita deduzione di componenti negativi in violazione del principio di competenza, di cui all’art. 109, cc 1 e 2, del T.U. n. 917/86.

Le Entrate affrontano con il documento pubblicato i casi in cui, in sede di definizione della pretesa, attraverso l’istituto dell’accertamento con adesione, fermo restando il disconoscimento della deduzione di costi per violazione del principio di competenza, ne sia tuttavia riconosciuta la deducibilità nel periodo d’imposta di effettiva competenza.

In tali casi, l’ufficio sarebbe chiamato a gestire, da un lato, il procedimento di definizione relativo alla maggiore imposta accertata (oltre sanzioni e interessi) in ragione dell’avvenuta deduzione del componente negativo in violazione del principio di competenza e dall’altro, il procedimento di rimborso, qualora attivato dal contribuente, di quanto indebitamente pagato (e relativi interessi) nel periodo d’imposta in cui avrebbe dovuto correttamente imputare e dedurre detto componente.

Le Entrate rilevano subito che, in sede di definizione del procedimento di accertamento con adesione, è possibile compensare l’imposta dovuta con quella che darebbe diritto al rimborso di quanto indebitamente versato, ferma restando l’applicazione delle sanzioni e degli interessi.

 

Il quadro generale

Il principio della competenza temporale dei componenti positivi e negativi di reddito, espresso dal comma 1 dell’articolo 109 del TUIR, dispone che i ricavi, le spese e gli altri componenti positivi e negativi concorrono a formare il reddito nell’esercizio di competenza, a meno che il legislatore non disponga diversamente.

La norma, tuttavia, non prevede espressamente il riconoscimento automatico della deduzione dei suddetti costi nel periodo d’imposta di effettiva competenza. Anzi, il comma 4 dell’articolo 109 del TUIR condiziona la deducibilità delle spese o degli altri componenti negativi alla previa imputazione degli stessi al conto economico relativo all’esercizio di competenza.

Le Entrate, tuttavia, prendo atto della giurisprudenza della Corte di Cassazione che, nell’affermare l’inderogabilità del principio di competenza, sottolinea che, al fine di evitare la doppia imposizione sul medesimo componente di reddito generatasi a seguito della definitività della pretesa tributaria, il contribuente può esercitare “l’azione di restituzione della maggior imposta indebitamente corrisposta per la mancata esposizione nell’annualità di competenza dei costi negati in relazione a diversa imputazione temporale”.

In senso conforme, la circolare n. 23/E del 4 maggio 2010, ha sottolineato che tale diritto sorge “alla data in cui la sentenza che ha affermato la legittimità del recu