Semplificazione per il settore petrolifero e maggiore tutela per gli operatori del settore

di Nicola Monfreda

Pubblicato il 23 giugno 2012

il decreto sullo sviluppo presenta alcuni interessanti interventi in tema di accise sui carburanti: il tentativo del Governo è quello di semplificare la gestione delle accise soprattutto per quanto riguarda i depositi fiscali (approfondimento a cura Fabrizio Stella e Nicola Monfreda)

 

  1. Introduzione.

Il 15 giugno, come noto, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dello Sviluppo Economico, delle infrastrutture e dei Trasporti, ha approvato, salvo intese, un “pacchetto contenente un ventaglio di misure urgenti e strutturali che realizzano un parte ulteriore della Agenda per la Crescita sostenibile che – fin dal suo insediamento – il Governo sta attuando attraverso molte proposte normative già approvate dal Parlamento e altre in corso di valutazione …. Il provvedimento punta ad attivare molteplici leve necessarie per stimolare il rafforzamento della competitività, la ripresa della domanda, lo stimolo al dinamismo imprenditoriale: dall’attrazione di capitali privati all’accelerazione e semplificazione delle procedure per recuperare il ritardo infrastrutturale accumulato, dal rilancio dei settori dell’edilizia e delle costruzioni alle misure per lo sviluppo dei porti, dalla costituzione del Fondo per la Crescita sostenibile grazie al riordino e alla semplificazione degli strumenti di incentivazione alle imprese, al credito d’imposta per le  assunzioni di personale altamente qualificato, dall’introduzione di nuovi strumenti di finanziamento e accesso al credito per le imprese, alle misure volte a facilitare la risoluzione in continuità delle crisi aziendali, dalle misure per il sostegno all’internazionalizzazione e alla realizzazione delle infrastrutture energetiche, agli interventi per ridurre i tempi della giustizia civile. Altri provvedimenti seguiranno anche in funzione delle risorse che si renderanno via via disponibili e nel rispetto degli obbiettivi  di finanza pubblica che l’Italia ha assunto nei confronti dell’Unione Europea e del resto del mondo1.

Il provvedimento, in sintesi, attua le misure necessarie a passare alla c.d. “fase 2” del Governo Monti, dopo le misure di “rigore” per tenere sotto controllo i conti pubblici2.

Le disposizioni del decreto sono dichiaratamente3 dirette a favorire la crescita sostenibile, la creazione di nuova occupazione, nel rispetto delle contestuali esigenze di rigore nella finanza pubblica e di equità sociale, in un quadro di sviluppo di nuova imprenditorialità, con particolare riguardo al sostegno alla piccola e media impresa e di progressivo riequilibrio socio-economico, di genere e fra le diverse aree territoriali del Paese.

Gli obiettivi sono perseguiti attraverso il riordino, la razionalizzazione e la riprogrammazione degli strumenti nazionali esistenti per l’incentivazione alle attività imprenditoriali mediante interventi di abrogazione di norme, di semplificazione di procedure e di rimodulazione di preesistenti normative.

L’azione di riordino e di razionalizzazione degli strumenti è tesa a recuperare risorse e a concentrare la politica industriale su programmi ed interventi che hanno una rilevanza strategica per il rilancio della competitività del sistema produttivo del Paese.

Tra i diversi interventi approvati dal Governo, con riguardo all’ultimo testo a disposizione4, prima delle ultime intese, ci soffermeremo sulle modifiche apportate dall’articolo 36, afferenti alle semplificazioni di taluni adempimenti per il settore petrolifero, con particolare riguardo all’esigibilità dell’accisa nelle c.d. filiere per i depositi fiscali interessati.

 

  1. Esigibilità dell’accisa a normativa vigente.

  1. Normativa vigente.

Il comparto delle accise è - come noto – organicamente disciplinato dal Decreto Legislativo 26 ottobre 1995, n.504, meglio noto come Testo Unico Accise (di seguito TUA), recentemente novellato dal Decreto Legislativo 29 marzo 2010, n.485, le cui modifiche sono entrate in vigore il 1.04.20106.

Ai sensi dell’art. 27, c. 1 del TUA, per i prodotti sottoposti ad accisa l'obbligazione tributaria sorge al momento della loro fabbricazione, compresa l'estrazione dal sottosuolo qualora l'accisa sia applicabile, ovvero della loro importazione.

L'accisa è esigibile all'atto della immissione in consumo del prodotto nel territorio dello Stato. Si considera immissione in consumo anche:

  • lo svincolo, anche irregolare, di prodotti sottoposti ad accisa da un regime sospensivo;

  • l'ammanco di prodotti sottoposti ad accisa, in misura superiore a quella consentita o quando non ricorrono le condizioni per la concessione dell'abbuono di cui all'articolo 4;

  • la fabbricazione, anche irregolare, di prodotti sottoposti ad accisa avvenuta al di fuori di un regime sospensivo;

  • l'importazione, anche irregolare, di p