Il nuovo regime dei minimi (prima parte)

dopo i chiarimenti offerti dall’Agenzia è finalmente possibile fare un quadro completo del nuovo regime dei contribuenti minimi: in questa prima puntata analizziamo le caratteristiche di tale regime ed il confronto con altri regimi agevolati

A partire dal 2012 sono aumentati i regimi contabili semplificati per le persone fisiche che esercitano un’attività d’impresa o un’arte o professione, per effetto della riforma introdotta dall’art. 27 del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. Al tradizionale regime di contabilità semplificata si aggiungono, infatti:

  • il nuovo regime dei minimi, fruibile soltanto da chi avvia l’attività dal 2012 o l’ha già avviata a partire dal 1° gennaio 2008 e che si applica nell’anno di inizio dell’attività e nei quattro anni successivi;

  • il nuovo regime semplificato “agevolato”, del quale potranno fruire i contribuenti in possesso dei requisiti per fruire del “vecchio” regime dei minimi ma non di quelli necessari per accedere a quello “nuovo”.

 

  1. IL NUOVO REGIME DEI MINIMI

L’Agenzia delle entrate ha fornito i primi chiarimenti interpretativi in merito al nuovo regime dei minimi nella circolare del 30 maggio 2012, n. 17/E, nella quale è stato fatto rinvio, per quanto già disposto dalla previgente normativa, alle precisazioni fornite con i documenti di prassi già emanati ed allegati alla stessa circolare.

 

1.1. Le caratteristiche del regime

Per fruire del nuovo regime dei minimi non è richiesta un’età minima o massima. I giovani sono stati, però, agevolati, prevedendo l’applicazione di tale regime anche oltre il quarto anno successivo, fino al periodo di compimento del 35° anno di età. Se, ad esempio, un professionista inizia l’attività nel 2012, all’età di 25 anni, potrà fruire del regime fino al 2022 (anziché fino al 2016). Al riguardo è stato precisato, nel provvedimento n.185820 del 2011, che i soggetti che non hanno ancora compiuto il trentacinquesimo anno di età possono continuare ad applicare il regime in esame fino al periodo d’imposta di compimento di tale anno di età, senza dover esercitare alcuna opzione espressa.

Le nuove condizioni previste per l’accesso al regime sono sostanzialmente analoghe a quelle precedentemente previste per il regime delle nuove iniziative produttive e l’Agenzia delle entrate ha affermato, nella circolare n. 17/E del 2012, che restano validi i chiarimenti forniti con i precedenti documenti di prassi, salvo quanto precisato nella stessa circolare. E’ stato, in particolare, stabilito che è necessario:

  • non aver esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività, un’arte o professione o un’attività d’impresa, anche nell’ambito di imprese familiari, società o associazioni professionali;

  • non proseguire l’attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, fatta salva la pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;

  • non proseguire un’attività d’impresa svolta da un altro soggetto che abbia realizzato, nell’anno precedente a quello di partenza del nuovo regime, ricavi superiori a 30.000 euro.

L’art. 27 richiama espressamente l’intera normativa che disciplina il regime dei minimi. Nel punto 2.1. del detto provvedimento n. 185820 è stato ribadito che le persone fisiche che intraprendono un’attività dal 1° gennaio 2012, ovvero che l’hanno intrapresa successivamente al 31 dicembre 2007, possono accedere al detto regime dei minimi a condizione che siano in possesso sia dei requisiti previsti all’articolo 1, commi da 96 a 99 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e dall’art. 2 del relativo decreto di attuazione del 2 gennaio 2008, sia di quelli stabiliti dal comma 2 dell’art. 27 del D.L. n. 98 del 2011.

Restano, pertanto, applicabili anche gli altri requisiti previsti per il precedente regime, che vanno rispettati nel corso della vigenza di quello nuovo.

Chi fruisce del nuovo regime può applicare al reddito prodotto l’imposta sostitutiva con l’aliquota del 5%. Nella relazione tecnica è stimato che soltanto il 4% dei soggetti che hanno aderito al precedente regime dei minimi potrà continuare ad applicarlo. Per tale motivo dalla riforma si attende un incremento di gettito,…

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