Accertamento anticipato: la parola alle Sezioni Unite

di Francesco Buetto

Pubblicato il 1 giugno 2012

la normativa sull'accertamento anticipato ha portato ad un cospicuo contenzioso e ad una giurisprudenza non costante nella soluzione dei casi: finalmente la parola spetterà alle Sezioni Unite di Cassazione per mettere un punto fermo

Con ordinanza n. 7318 dell'11 maggio 2012 (ud. 27 marzo 2012) la Corte di Cassazione Civile, Sez. V, ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l'eventuale assegnazione del ricorso alle Sezioni Unite, per quanto attiene il cd. accertamento anticipato, cioè l’atto impositivo emanata prima che siano trascorsi almeno 60 giorni dalla consegna del pvc.

 

La decisione assunta

Osserva il Collegio che il tema degli effetti del mancato rispetto del termine dilatorio di cui alla L. n. 212 del 2000, art. 12, c. 7 - "Nel rispetto del principio di cooperazione tra amministrazione e contribuente, dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, il contribuente può comunicare entro sessanta giorni osservazioni e richieste che sono valutate dagli uffici impositori. L'avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza dei predetto termine, salvo casi di particolare e motivata urgenza" - ha dato luogo a soluzioni difformi nella giurisprudenza della Sezione Tributaria della Corte di cassazione.

Secondo un primo orientamento, espresso nell'ordinanza 19875/08 e seguito dall'ordinanza 3988/2011, "la notifica dell'avviso di accertamento prima dello scadere del termine di 60 gg. previsto dalla L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7, non ne determina ipso iure la nullità, stante la natura vincolata dell'atto rispetto al processo verbale di accertamento sul quale si fonda, in mancanza di una specifica previsione normativa in tal senso, perchè resta comunque garantito al contribuente il diritto di difesa in via amministrativa (autotutela) e giudiziaria (ricorso alla Commissione tributanti)".

A tale orientamento si contrappone l'ordinanza 6088/11, “che sul rilievo della corrispondenza tra il termine di emissione dell'avviso e quello concesso al contribuente per comunicare le proprie osservazioni e richieste, afferma che la disposizione della L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7, è intesa a garantire al contribuente la possibilità di interagire con l'amministrazione prima che questa pervenga alla emissione di un avviso di accertamento e, da tale assunto, trae la conseguenza che il mancato rispetto di detto termine, sacrificando un diritto riconosciuto dalla legge al contribuente, non può che comportar