Se manca l’inventario è legittimo l’induttivo

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 22 maggio 2012

uno dei casi in cui l'inadempienza del contribuente permette al Fisco di usare le armi dell'induttività per ricostruire il reddito

Con sentenza n. 5870 del 13 aprile 2012 (ud. 15 marzo 2012) la Corte di Cassazione ha riaffrontato la questione relativa all’assenza di inventario.

In particolare, i giudici rilevano, in conformità del resto a giurisprudenza più che consolidata (cfr. da ultimo Cass. 23950/11), che “in materia di determinazione del reddito d'impresa, atteso il principio di continuità dei valori contabili, per cui le rimanenze finali di un esercizio costituiscono esistenze iniziali dell'esercizio successivo e le reciproche variazioni concorrono a formare il reddito d'esercizio (C. 11748/08), è legittimo il recupero a tassazione dei ricavi, induttivamente ricostruiti, qualora il contribuente non ottemperi all'onere della specificazione delle rimanenze distinte per categorie omogenee di beni (C. 9946/03)”.

Prosegue la sentenza affermando che “la presenza d'irregolarità contabili tali da rendere inattendibili le scritture aziendali legittima di per sè sola l'adozione del metodo induttivo, senza che sui presupposti per il ricorso ad esso incidano le modalità con cui tale forma di accertamento viene poi eseguita, potendo l'amministrazione utilizzare elementi estern