La legittima sospensione dei termini avallata dalla Corte di Cassazione

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 19 aprile 2012

in caso di accertamento con adesione la sospensione di 90 giorni dei termini è legittima anche in caso di verbale di mancata adesione da parte del contribuente

La norma contenuta nel comma 2, dell'articolo 6, del D.Lgs.n.218/97 consente al contribuente - in assenza di analoga iniziativa dell’Ufficio e successivamente alla notifica di avviso di accertamento o rettifica non preceduto da invito a comparire - di proporre autonomamente istanza di accertamento con adesione, chiedendo l’instaurazione del contraddittorio in ordine alle violazioni contestate con l’atto notificato.

L’istanza, redatta in carta libera, deve contenente il riferimento all’atto avverso il quale è proposta e l’indicazione del recapito, anche telefonico del contribuente e può essere indifferentemente consegnata o spedita all’Ufficio che ha emesso l’atto impositivo (si considera tempestiva la domanda spedita per posta entro il termine di 60 giorni dalla notifica dell'atto di accertamento, purché vengano rispettate dal contribuente le modalità prescritte dall'art. 20 del D.Lgs. n. 546/1992 - plico raccomandato senza busta, con avviso di ricevimento1).

Sulla base di tale interpretazione anche il termine di sospensione di 90 giorni di cui all'art. 6, c. 3, decorre dalla data certa di spedizione dell'istanza. Va precisato che l’istanza, in ogni caso, deve essere presentata prima dell’impugnazione dell’avviso di accertamento dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale e che, comunque, l’impugnazione dell’atto nel corso del procedimento di adesione comporta la rinuncia all’istanza stessa.

 

Effetti dell’istanza, ex art. 6, c. 2, D.Lgs. n. 218/97

Come abbiamo visto, la presentazione dell’istanza prevista dal comma 2, dell’articolo 6, produce fra l’altro, la sospensione per 90 giorni dei termini di impugnazione dell’atto, decorrenti dalla data di presentazione dell’istanza da parte del contribuente2, per dar modo all’ufficio di riesaminare l’atto ed al contribuente di produrre le proprie osservazioni.

Inoltre, le istruzioni ministeriali fornite con la C.M. n. 235/1997 (par. 2.4) precisano che per i termini di impugnazione si deve ovviamente considerare anche la sospensione feriale, dal 1° agosto al 15 settembre di ogni anno, prevista dalla legge 7 ottobre 1969, n. 742”. Cosicché, in caso di presentazione dell’istanza 20 giorni dopo la notifica dell’atto di accertamento e/o rettifica, comincerà ad operare la sospensione dei 90 giorni, al termine dei quali - in caso di esito negativo del contraddittorio, riprenderanno a trascorrere i normali termini a difesa, che consentiranno al contribuente di presentare il ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale nei successivi 40 giorni.

Ad ulteriore illustrazione della normativa sopradescritta, l’Amministrazione Finanziaria ha precisato3 che il periodo di sospensione di 90 giorni, di cui all’art.6, c. 3, del citato D.Lgs. n. 218/1997, rientra - per logica connessione con i termini processuali - nell’ambito applicativo dell’art.1, secondo periodo, della richiamata L. n. 742/1969, dal momento che i due periodi di sospensione in argomento assolvono a diverse finalità: quello feriale è collegato al periodo in cui ricadono i termini processuali, mentre quello dei 90 giorni è connesso, invece, ad un proficuo esercizio del contraddittorio in sede di concordato e tali distinti periodi di sospensione non possono che applicarsi cumulativamente, così che il periodo di sospensione feriale opera ogni qual volta il periodo di sospensione di 90 giorni venga a ricadere, come termine iniziale o come termine finale, nell’arco temporale che va dal 1°.8 al 15.9, come anche nel